Quickribbon Living in dreams » 2009 » May
May 21
  

Our happy places and the range of our sadness.

Alle elementari mi piaceva un ragazzino della mia classe. Niente.
Alle medie ci fu la cotta generale di tutte le ragazze per un ragazzo. Niente.
Alle superiori ebbi la mia prima cotta adolescenziale e anche l’ultima. Anche qui niente.
Agli scout c’era un ragazzo che era gentile e che mi sembrava simpatico. Niente pure qui.

Cara generazione dei nostri genitori, non so voi che diamine di fortuna o adattamento abbiate avuto con “quel che passava per il convento”. Anche io vorrei tanto, ma davvero tanto, che il principe o la dolce metà o come vogliate chiamarla fosse dietro l’angolo, e che mi avesse aspettato fino ad oggi, vedendo in me qualcosa di unico e che mi ami per quel che sono e che sia un sentimento corrisposto allo stesso modo da me. Che vivesse accanto a me, così da poter anche pensare, magari in un lontano futuro, che costruire qualcosa di bello assieme sia una possibilità realizzabile e non solo il sogno di una bambina che leggeva storie col finale ” vissero per sempre felici e contenti”. Cosa credete, che i vostri figli non vogliano essere felici? Che amino complicarsi la vita sentimentale? Che ci trovino un piacere perverso nell’avere una relazione a distanza e vedersi ogni morte di papa? No perchè sembra che voi la pensiate davvero così. Non parlo di me, che di relazioni manco ne vedo una, ma di persone della mia età o poco più che hanno trovato una persona con cui stare ma che per qualche scherzo del destino è lontana chilometri.

“Ai tempi nostri appena sentivi che l’altro o l’laltra veniva da una città distante allora mettevi in conto che non ci sarebbe mai stato qualcosa di sentimentale. Invece oggi, con internet…mah”

Ma perchè non fregarsene, mi si potrebbe dire.

“Ma è la società che cambia.”

Con quella punta di superiorità mista ad “ormai ci dirigiamo nell’annientamento dei valori della famiglia”, ecco cosa mi fa sentire quella frase come sbagliata. Ma non perchè io sia progressista o di estrema sinistra (che tanto non sono) o chissà che altra menata legata all’evoluzione “in negativo” della specie. Io penso che sia sbagliato perchè voi signori pensate che a noi piaccia che la persona a cui vogliamo bene sia distante da noi. No, no e no. Vorremo che abitasse nel nostro stesso quartiere, nella nostra stessa città, va bene anche la provincia o mal che vada, la regione. Noi NON godiamo nell’avere una persona cara distante con la quale possiamo comunicare velocemente solo tramite schermo. Noi (o almeno, io) la vogliamo qui, vogliamo che se la giornata ci va storta possiamo prendere un mezzo e vedere, toccare fisicamente, quella persona, sfogarci, o anche se abbiamo avuto una splendida giornata condividerla con loro, passare tempo assieme.

Pensate davvero che noi ambiamo ad una relazione a distanza? Non siamo fortunati come voi, non siamo accondiscendenti come voi forse, cerchiamo una persona che ci piaccia e la distanza la chiediamo dopo senza che questo influisca troppo nella relazione, almeno in un primo momento. Non tagliamo i ponti prematuramente, e chissà, magari lo facciamo perchè ci sentiamo senza speranza di essere assieme a qualcuno e avere una famiglia, e allora appena vediamo che con una persona ci stiamo bene, non ce ne frega di quanti chilometri ci separino da lei. Almeno ci proviamo, almeno tentiamo di non essere soli. Chi è che insegue il sogno allora d essere felici ad ogni costo, voi o noi? Lasciateci sperare almeno fino a che non arriviamo al cosidetto punto di non ritorno e allora tanti saluti, saremo vecchi e con lo spettro di tanti sogni sulle spalle ma almeno ci avremo provato, che devo dirvi. Ci starò male lo stesso di non aver trovato una persona vicina, magari litigherò e poi mi dividerò da chi pensavo di aver trovato adatto, ma nato ahimè a chilometri di distanza. Lo ribadisco, vorrei che la persona creata per me vivesse nella mia stessa città, ma forse chi amministra la mia storia non vuole vedermi felice in quel senso. O forse io non mi impegno per trovarla e voglio che lei venga da me, ma questa è un altro argomento di cui oggi non voglio parlare. Ciò che voglio scrivere è che non crediate che noi preferiamo un interesse distante, semplicemente, così va alle volte.
Se poi il mio principe compare e scopro che vive a Mogliano, per dire, indicatemi dove devo firmare.
Ma non fatemelo passare come un “più è distante più vi va bene, ma sappiate che la famiglia si fonda su blablablablablablablablabla”, no, non è così.
Punto.

May 14
  
Mood : nostalgicnostalgic
Music : Fairytale - Blue October
Tv : http://www.youtube.com/watch?v=BcaJUxDHYyA

Avevo scritto qualcosa che ritenevo anche carino, pur se disilluso e forse affetto da sindrome di “peter pan” come ora è definito da schiere di psicologi fai-da-te. Ma ahimè, perso nell’etere del web.
E allora fanculo, o più semplicemente, attaccatevi al tram. Torno alle mie illusioni di essere stata sradicata da una fiaba e messa in un mondo che non mi si conface. Me ne fotto se mi etichettano come “oooh, la donna che vuole il principe azzurro”, perchè non mi dispiacerebbe essere felice quando il mondo ti fa capire di giorno in giorno che per essere tali serve o molta droga o ci fai l’abitudine alla merda. Vorrei che se anche il mondo andasse a farsi benedire, io intanto sarei contenta di poter essere orgogliosa, e perchè no, pure felice di ciò che sono e di come mi comporto, senza che la società mi sputi in faccia la sua ignoranza, il suo cinismo e la sua disillusione che ormai si porta appresso come un’ombra.
Mi sono rotta di pensare al futuro come un’immensa vasca di schifezza in cui gente che già conosco ci sguazza dentro e mi fa segno di “non preoccuparti, presto arriverà anche il tuo turno”, mentre io aspetto la consegna della laurea come il lasciapassare per tuffarmi anche io in quella maleodorante piscina.
Deve esserci un mondo da cui le storie che ci narravano da bambini abbiano preso spunto o esistano così come le hanno sempre raccontate, storie di formazione, di viaggi di amicizie e amori così intensi che temevi che l’anima ti si rompesse fra le mani tanto erano forti. E di felicità, perchè no? Suona così male, essere felici dopo una serie di vicissitudini?
A me no. Qui le vicissitudini ci sono, ma l’happy ever after no, neanche per un minimo lasso di tempo. Anzi no, se per minimo lasso di tempo si intendono ore, minuti, secondi. E’ sempre così, una corrente che ti spazza via nel mare dell’indifferenza, dell’arroganza, dell’odio. E se provi ad andarci contro, tac, arriva qualcuno che te la fa pagare cara.
Magari eravamo noi un mondo di fiabe, una volta, ora siamo solo un racconto neanche tanto ben scritto che ci condurrà solo ad un grigiume che non va letto come sinonimo di equilibrio fra bianco e nero, quanto come reincarnazione della piattezza della vita, e dell’annullamento di qualunque ideale minimamente superiore. L’importa è sopravvivere, arrivare a prendere la paga, non avere problemi.
Ma no, in fondo sono io, che sogno ancora di castelli, di draghi e di popoli che combattono per un fine banale come la libertà e l’abbattimento del male, che sono infantile. E sì…chissà, che fiaba ero, in quel mondo che ora c’è solo nei libri.

May 13
  
Mood : pensivepensive
Music : Il giggle del video
Tv : http://www.youtube.com/watch?v=qTxsCaobqUI

Sonno =_=
Fame :/
Tranquillità u_u
Stupore =o
Gioia =D
Entusiasmo XD
Lavoro :X
Stress ò_ò
Rabbia è_é
Stanchezza -_-
Fancazzismo =)
Mestizia é_è
Nostalgia&Invidia&Mestizia ._.
Perla del giorno: “fhhh…bof”

Probabilmente il post più pregnante della mia vita.