Our happy places and the range of our sadness.
Alle elementari mi piaceva un ragazzino della mia classe. Niente.
Alle medie ci fu la cotta generale di tutte le ragazze per un ragazzo. Niente.
Alle superiori ebbi la mia prima cotta adolescenziale e anche l’ultima. Anche qui niente.
Agli scout c’era un ragazzo che era gentile e che mi sembrava simpatico. Niente pure qui.
Cara generazione dei nostri genitori, non so voi che diamine di fortuna o adattamento abbiate avuto con “quel che passava per il convento”. Anche io vorrei tanto, ma davvero tanto, che il principe o la dolce metà o come vogliate chiamarla fosse dietro l’angolo, e che mi avesse aspettato fino ad oggi, vedendo in me qualcosa di unico e che mi ami per quel che sono e che sia un sentimento corrisposto allo stesso modo da me. Che vivesse accanto a me, così da poter anche pensare, magari in un lontano futuro, che costruire qualcosa di bello assieme sia una possibilità realizzabile e non solo il sogno di una bambina che leggeva storie col finale ” vissero per sempre felici e contenti”. Cosa credete, che i vostri figli non vogliano essere felici? Che amino complicarsi la vita sentimentale? Che ci trovino un piacere perverso nell’avere una relazione a distanza e vedersi ogni morte di papa? No perchè sembra che voi la pensiate davvero così. Non parlo di me, che di relazioni manco ne vedo una, ma di persone della mia età o poco più che hanno trovato una persona con cui stare ma che per qualche scherzo del destino è lontana chilometri.
“Ai tempi nostri appena sentivi che l’altro o l’laltra veniva da una città distante allora mettevi in conto che non ci sarebbe mai stato qualcosa di sentimentale. Invece oggi, con internet…mah”
Ma perchè non fregarsene, mi si potrebbe dire.
“Ma è la società che cambia.”
Con quella punta di superiorità mista ad “ormai ci dirigiamo nell’annientamento dei valori della famiglia”, ecco cosa mi fa sentire quella frase come sbagliata. Ma non perchè io sia progressista o di estrema sinistra (che tanto non sono) o chissà che altra menata legata all’evoluzione “in negativo” della specie. Io penso che sia sbagliato perchè voi signori pensate che a noi piaccia che la persona a cui vogliamo bene sia distante da noi. No, no e no. Vorremo che abitasse nel nostro stesso quartiere, nella nostra stessa città, va bene anche la provincia o mal che vada, la regione. Noi NON godiamo nell’avere una persona cara distante con la quale possiamo comunicare velocemente solo tramite schermo. Noi (o almeno, io) la vogliamo qui, vogliamo che se la giornata ci va storta possiamo prendere un mezzo e vedere, toccare fisicamente, quella persona, sfogarci, o anche se abbiamo avuto una splendida giornata condividerla con loro, passare tempo assieme.
Pensate davvero che noi ambiamo ad una relazione a distanza? Non siamo fortunati come voi, non siamo accondiscendenti come voi forse, cerchiamo una persona che ci piaccia e la distanza la chiediamo dopo senza che questo influisca troppo nella relazione, almeno in un primo momento. Non tagliamo i ponti prematuramente, e chissà, magari lo facciamo perchè ci sentiamo senza speranza di essere assieme a qualcuno e avere una famiglia, e allora appena vediamo che con una persona ci stiamo bene, non ce ne frega di quanti chilometri ci separino da lei. Almeno ci proviamo, almeno tentiamo di non essere soli. Chi è che insegue il sogno allora d essere felici ad ogni costo, voi o noi? Lasciateci sperare almeno fino a che non arriviamo al cosidetto punto di non ritorno e allora tanti saluti, saremo vecchi e con lo spettro di tanti sogni sulle spalle ma almeno ci avremo provato, che devo dirvi. Ci starò male lo stesso di non aver trovato una persona vicina, magari litigherò e poi mi dividerò da chi pensavo di aver trovato adatto, ma nato ahimè a chilometri di distanza. Lo ribadisco, vorrei che la persona creata per me vivesse nella mia stessa città, ma forse chi amministra la mia storia non vuole vedermi felice in quel senso. O forse io non mi impegno per trovarla e voglio che lei venga da me, ma questa è un altro argomento di cui oggi non voglio parlare. Ciò che voglio scrivere è che non crediate che noi preferiamo un interesse distante, semplicemente, così va alle volte.
Se poi il mio principe compare e scopro che vive a Mogliano, per dire, indicatemi dove devo firmare.
Ma non fatemelo passare come un “più è distante più vi va bene, ma sappiate che la famiglia si fonda su blablablablablablablablabla”, no, non è così.
Punto.
nostalgic
pensive