Avevo cominciato con Bohemian Rhapsody, a seguire White Houses. Halleluja si stava per imporre come chiusura quando, inaspettatamente, mi sono ritrovata su un posto tranquillo. Come dopo un temporale o una tempesta fortissimi, sballottolata qua e là, ti risvegli che ti senti un pò drogato di aria e pur col vivo ricordo del problema riesci a sentire solo le onde che vanno e vengono, vanno e vengono. E hai il cervello troppo distrutto per voler dedicare attenzione ad altro se non a sensazioni immediate come quel suono. Naufrago approdato sulla terra ferma, ma è marinario e sa che dovrà tornare ad affrontare quel mare di nuovo, sempre, perchè quella è la sua vita. E non potrà neanche riposarsi un giorno, non appena sorge il sole si riparte.
Che dici, le onde saranno ancora alte, quelle nuvole portano un temporale, ci sono gli squali in agguato, i pirati, la fine del mondo?
Ma, non so se ti raggiungerà, ti lascio un messaggio in una bottiglia amico mio. Sei libero di leggerla o meno, di dimenticarla o di non darci peso, ma io in questo istante te l’ho dedicata, e così resterà, scritta nera su bianco. O persa, nei ricordi di una sera come un’altra, in un fiume di parole che chissà dove portano.
Spero in un bel posto, magari dove è sempre estate. Io adoro l’estate. Anche se ormai se ne va, io la seguirei ancora e ancora, come quando ero piccola.
You have suffered enough And warred with yourself It’s time that you won
detached
sleepy