Io avevo trovato questo ma VV mi ha invece pescato la versione Live, e qui la propongo. Tutto qui, condividiamo!
Ci sono stati molti periodi in cui vedevo altri fare meglio di me, e l’invidia dilagava con forza. Era da un pò di tempo che questo non accadeva più ed avevo cominciato ad abituarmi a quella frase che dice “tu fai del tuo meglio, nei tuoi limiti”.
In realtà credo che quell’accettazione di sè fosse una maschera di pensiero per una rassegnazione di fronte al talento di persone che però, una volta riconosciute all’interno del mio universo come figure presenti, venivan inserite da me in due categorie:
1) Brave, ma posso superarle forse un giorno.
2) Brave, ma più grandi di me, quindi con più esperienza.
Su entrambe, una clausola che non impediva alla mia autostima di affermare che un giorno (lontano o meno che fosse) avrei potuto raggiungerle. Ci sono due problemi per questo gioco di illusioni infantili, l’entrata in gioco di due casi: il “preferisco lo stile di Pincopallino al tuo” detto da persone che conosco e mi sono vicine, ed il “questo Pincopallino è bravissimo” dove il suddetto Pincopallino è più giovane di me. E’ il complesso della “Prima Donna”, desumo. Sono abbastanza cosciente da capire che la mia invidia è stupida e degna di un bambino di anni cinque, ma non vado oltre lo stadio della presa di coscienza del problema. Reagisco con frecciatine che tengo o meno per me, denigrando il lavoro del giovane talento per far contenta me stessa e sono altrettanto felice quando questa mia posizione è appoggiata da altri. In caso ciò non avvenga però, e sono ben consapevole che il giudizio positivo della tal persona nei riguardi del prodigioso Pincopallino è da considerarsi valido, cado nella più completa imbecillità e la bile mi pervade. L’unica cosa che un pò mi consola è che non è certo un sentimento negativo relativo solo alla mia persona. Meglio che niente, forse.
Sono le 3:21 adesso. Dovrei essere a letto da un’ora, e invece no, i miei non sono a casa e me la spasso. Domani devo andare a Venezia, svegliarmi prestissimo, fra meno di tre ore, per andare a prender un foglio e basta, perchè posso consegnarlo massimo entro il 31 per essere ammessa ad un esame. Invece mi sono ri-letta SS, ho guardato alla tv “Tre uomini e una gamba”, “Kill Bill volume II” e infine uno di quegli idioti film sulle api assassine. E poco fa ho finito la quinta di Kaiba, scaricata in meno di un’ora.
Ho il pre-esame martedì, nessuna voglia di “studiare” le ultime 200 pagine. Ho postato ad Arga, e sono contenta di averlo fatto, tornano un pò di progetti, ma ho come uno svuotamento di testa. Imito la lista di Fla.
Ho quasi 22 anni, ho una famiglia, qualche amica, sono sana, ho una casa. Studio qualcosa che mi viene abbastanza bene fare, mi ritengo una persona di bella presenza fisica.
Cosa mi manca? Ora come ora, un pò di voglia di fare e del tempo.
Cosa vorrei non avere? Ora come ora, solitudine, occasioni perse e rimpianti per la zero vita sociale che mi sono creata.
Piangersi addosso non serve assolutamente a nulla, ma infatti sono calmissima e per niente depressa oggi. Che sia la fase successiva? Domanderò a chi di dovere, sperando che prima o poi non mi tocchi davvero andarci ogni settimana da uno psicologo. Non perchè non mi piaccia raccontare i fatti miei al mondo, e questo blog ne è la prova, quanto perchè lo schermo distorce molte cose. Ha distorto sentimenti, sensazioni, diottrie, ha un potere immenso. Non guardate mai più un computer senza provare paura eh.
3:35. Non sono neanche sicura di cosa volevo dire, alla fine forse volevo solo aprire di nuovo bocca (o digitare sulla tastiera) pensieri che non hanno nè capo nè coda e fissarli su una pagina non tangibile. O per occupare il mio tempo, le mie belle serate in casa davanti a un computer, e sentire la sincera frase di mio padre che mi rimbomba in testa sottolineando come sono finita, e alla quale mi sento solo di dire “Hai ragione, anzi, hai perfettamente ragione. Ma continuo a sperare che la soluzione mi cada dal cielo senza che io muova un dito.”
3:39. Non ho sonno, ma la sveglia alle 6:30 mi inquieta assai.
Credo che l’indipendenza da chiunque e da qualunque cosa sia la più grande conquista che una persona possa raggiungere. Non importa cosa ti dicano gli altri, cosa possano pensare, tu vai avanti per la tua strada senza il benchè minimo rimpianto. Dipende dagli umori di un altro essere vivente? Perchè? “Se sei felice tu lo sono anche io”? “La tua opinione per me è importante”? Ma basta :’ E’ già triste dover avere esigenze irrinunciabili come il dormire, il mangiare, i soldi, cosa è istillato in noi per curarsi dell’opinione altrui ed essere feriti o colpiti quando si dice una parola di troppo o si ha un’uscita incontrollabile? E’ seccante. Sono per una campagna che incentivi il menefreghismo.
Cosa meglio di un meme impostomi consigliatomi da questa deliziosa donnina per passare il tempo? Diamo vita alla catena di piccole abitudini e/o passioni che sono parte del nostro buonumore! E ricordiamolo, d’ora in poi sono Isa muahaha >D (perchè? non chiedetemelo, solo Cò sa.)
Le regole sono semplici:
1 - Indicare il Blog che vi ha nominato e linkarlo (fatto)
2 - Inserire le regole di svolgimento (fatto)
3 - Scrivere sei cose che vi piace fare (…e damme tempo)
4 - Nominare altre sei persone che proseguano la catena (vedemo se trovo qualcheduni >P)
5 - Lasciare un commento sul blog dei sei bloggers prescelti (spero di farlo, muahah)
Le cose che mi piace fare:
1 - Scrivere. Non per niente se un gdr viene aperto io mi ci fiondo al 99%, eccezion fatta su basi che non mi intrigano, vedi quella volta di Bleach. Sha non me ne voglia >P ma non apprezzando l’anime non avevo le conoscenze per partecipare. Vado matta per le ambientazioni medievali e/o fantasy, ma anche lo sci-fi comincia ad avere fascino. Supererò la mia para dei combattimenti tecnologici.
2 - Dormire. Ovunque, a qualunque ora, soprattutto se c’è una luce soffusa o da primo pomeriggio, io di solito cado come una pera cotta su divani e letti e ronfo. Poi certo c’è il problema del risveglio, che se hai impegni ti dispiace aver “perso” tempo così, ma rimane per me una bella cosa.
3 - Sognare ad occhi aperti. Si ricollega molto ai punti 1 e 2, l’ho sempre fatto e se anche per molte persone che mi stanno vicino questa sia una perdita di tempo, sfortunatamente è una parte di me ormai. Stare attenti in classe è doppiamente duro, ma chissà, magari un giorno questa capacità sarà utile =P.
4 - Piangere. No, non guardatela come primo segno dell’emo per amor del cielo. Vero che ti lascia gli occhi gonfi, ma è una delle poche cose spontanee che restano, e la apprezzo nel suo piccolo.
5 - Andare al cinema. O vedere film in compagnia, l’alternativa non cambia. Ultimamente rivedo film che hanno fatto storia, i miei adorati cartoni Disney e non, e anche film italiani. Bello bello!
6 - Girare su me stessa. Davvero.
Tempo di taggare! Alur, direi Tozzolo, la mia Shivetta, Yukka, Momo e Ania! Manca uno slot ma non ho idea a chi affidarlo, quindi lo dedico alle nuvole! Forza e corajo fioi, vi osservo >D
Ah, vero il piccolo angoletto della scoperta della settimana. Secondo mia madre le assomiglio:

Adoro Rei ma, quindi devo leggere la cosa come un segno che se mi tingo i capelli di violetto mia madre non mi fa una testa tanta? Urca =o!
La Luna è attorniata da stelle, ma per quanto esse brillino, ella è sola. Niente nel cielo le è simile, e solitaria vaga nel buio. Chissà, se è nata così, o ha voluto tramutarsi in qualcosa di lontano.
Chi mi conosce o ha seguito le vicende mie a partire da Settembre-Ottobre credo abbia in mente quanto questo anno sia da rifare da capo. Proposta infattibile e di certo non sono l’unica che, per un motivo o per l’altro, di tutti sti casini sta scontando il prezzo.
Cosa ho studiato in questi 9 mesi? Nulla per fare gli esami finali. Mi scoccia terribilmente, ma ho la testa altrove, perchè quello di cui ho bisogno in queste splendide giornate di sole è staccare da tutto, accademia inclusa. Voglio restare a cazzeggiare sui gdr, guardare anime, ma senza avere il peso della consapevolezza di non star studiando manco per sbaglio. Più che me, perchè mi fisserò di lavorare quest’estate, sono i miei genitori a preoccuparmi. A ragion veduta si incazzerebbero se tornassi con voti bassi e/o con pochi esami dati, non gliene faccio una colpa ma…puf, che sono una che non si sa organizzare lo dico ogni Maggio, ma caspio quest’anno è proprio esaurimento. Ho poco tempo e 4 massimo 5 esami da dare, non so come procederà quello di gruppo, sono tesa per quelli scritti e incazzata coi professori, che ben sapendo che in sto periodo ci son revisioni, non si fanno trovare in giro. E Settembre si preannuncia carico di lavoro, con magari slittamento di esami che non garbano a Febbraio. Anno bisestile…no vabbè, è al 90% colpa mia lo ben so. Oh fly, oh fly.
Cara Fla, non mi sono fatta i capelli blu come commentai sul tuo post ma siore e siori (per quanto ve ne possa importare ahahaha) eccomi nella veste estiva! Censurata per ovvi motivi, si sa mai che capitano minorenni qui *°°*
Mi piacciono, spero che durino anche dopo la prima doccia casalinga. Volevo solo dire questo, ya! (E purtroppo non si vede ma ho indosso la maglietta di Topolino stile sketch presa a Disneyland *°°* awww)
Forse ogni anno lo provo più intesamente. O forse è solo merito di una birra e una pizza se con l’avanzare dei giorni torna a far capolino il fantasma dell’estate e con essa ricordi che ai tempi mi sembravano banali e noiosi. Non sono un tipo che ama il mare, a causa del problema dei miei capelli e anche perchè non sono una grande nuotatrice. Ciononostante a Maggio torna a farsi sentire l’odore della salsedine, il ritmico scrosciare delle onde, il sole a mezzogiorno che fa diventare rovente la sabbia e ti obbliga a fare staffetta sulle ristrette ombre degli ombrelloni. Soprattutto ritorna quel cielo azzurro senza nuvole che fa venir voglia di volarsene via per raggiungere il punto più alto, sfiorarlo e lasciarsi cadere giù e sprofondare nell’acqua. In “ascolta il mio cuore” di Bianca Pitzorno c’è una parte che riguarda proprio le vacanze estive, che non so come mi fa ricordare le mie estati quando non avevo che dieci anni. Tante idee della vita, di come sarebbe dovuto essere un primo amore, delle ragazzate. Mi mancano tanto quelle sensazioni, quelle aspettative, con la stessa nostalgia con cui idealizzo le partite a nascondino e i giochi fino al tramonto. Non mi restano che i ricordi, visto che se anche andrò a Jesolo quest’estate non ritroverò la compagnia di quegli anni, e con altrettanta difficoltà ritroverò i negozi in cui andavo da piccola. Mi sento indietro rispetto a molti, come futuro e come aspettative. E anche come modo di pensare. Ingenua, se posso dire. Sono sulla piattaforma di un binario, o sul treno, ma non so quando arriverò, mi sembra che ci sia sempre un ritardo che mi fa perdere la coincidenza che volevo.
Vorrei rivedermi negli anni in cui l’autrice che ho sopra nominato mi faceva sentire vicina e insieme lontana ad un mondo che è la realtà più che la fantasia. Ricordo ancora il finale di “Principessa Laurentina”. L’avevo terminato, ma ci ritornai sulle ultime pagine alcuni mesi dopo e solo allora capii che ciò che era scritto in quelle facciate finali non era la realtà, bensì un sogno ad occhi aperti della protagonista. Perchè la sua mamma non sarebbe mai tornata indietro da quel viaggio in cui era morta, e lei doveva andare avanti senza di lei.
Ascolta il mio cuore, Speciale Violante, Polissena, Matilde e anche Agura Trat, più L’isola del Tempo perso, in cui credetti davvero che l’autrice fosse scomparsa misteriosamente una volta finito il libro, e ci rimasi male che invece anni dopo avesse scritto un’altro racconto, “tornando nel nostro mondo”. Chissà se quando li riprenderò in mano mi rivedrò piccola sul letto a leggerli con una passione che adesso sento non più mia.
Quanto è potente una birra ;_;
Understanding others is not hard, Neku. It’s impossible.
Joshua, It’s a wonderful world.
Caro Ignoto,
mi è sovvenuta giusto oggi una domanda che sentivo l’esigenza di porti. La chiedo a te una risposta poichè essendo fuori dalla questione scatenante potrai darmi un giudizio obiettivo e mi auguro sincero, nella tua visione delle cose.
…Pensandoci, in realtà so già cosa mi risponderesti, e non sentivo il bisogno di avere altro se non ascolto. Vorrei anche la ragione dalla mia parte, tuttavia avverto in me la sensazione che il torto sia un abitante fisso della zona del Grigio, e che non sosti quindi nè da una parte nè dall’altra. Quando capita che stia nel mezzo il tutto diventa più difficile, perchè nè dal Bianco nè dal Nero ci si sente del tutto in colpa, e ci si spartisce l’amaro bagaglio innalzando un muro fra i due emisferi.
Ho deciso di metterle almeno per iscritto le mie domande, senza il bisogno (e la voglia) di sentire quei giudizi che mi sarebbero solo di peso alla coscienza, perchè la ragione sta nel mezzo e lì la probabile unica soluzione è l’indifferenza. Intendiamoci, non c’era la base per costruire qualcosa visti gli eventi che hanno da subito fatto intendere che non era solida terra quella in cui ci trovavamo, ma un mare di sabbia in cui o si sprofondava o conveniva abbandonare. Credo che ciò che mi urti di più sia la convinzione che crescendo si comprende che molti dei sentimenti positivi di cui tanto abbiamo sentito parlare siano in realtà identità diverse che dell’Egoismo, la voglia di essere fieri di noi stessi o di essere trattati bene dagli altri. “Piacere a tutti” o “non avere scontri con altri” è un bella utopia, che nell’arco di una vita è impossibile realizzare. Ma ciò che mi ha più dato infastidito è che in fondo non c’era mai stata intenzione di arrecare danno, e che il danno sia stato comunque compiuto. L’ingenuità, la superficialità, la noncuranza sono più terribili della consapevolezza, in particolar modo quando dall’altra parte viene a mancare la ragione. Sai Ignoto, non vanto certo un’età che porta con sè bagagli di idee, sentimenti e sensazioni, ma credevo che il Dialogo fosse la strada da prendere prima di altre. Certamente, dovrei mettermi nei panni altrui. Ma…
…Ma…il mio problema, Ignoto, è che tendo a focalizzarmi sugli aspetti negativi. Vorrei riuscire a non sentirmi a disagio quando questi pensieri tornano a farmi visita, approfittando di un momento di assenza nella mia mente. Bada bene, non è un disagio da colpevolezza, i miei sbagli li ho bene in testa e ne sono consapevole, ma di certo non posso mutare ciò che è stato. E’ più che altro disagio dal ricordarsi un’esperienza negativa alla quale non posso porre rimendio. Pensandoci, oltre al non potere, neanche possiedo l’intenzione di mettere forza in questa impresa. Non è un pilastro della mia esistenza, quanto una macchia che rovina il pavimento e sulla quale non ho potere. Vorrei rimetterla in sesto, ma non ho la voglia di imbarcarmi un’impresa che so già persa in partenza per conto della mancanza di personaggi fondamentali al portarla a buon fine.
E il non detto o azioni che io, nella mia personale visione delle cose ovviamente, trovo infantili mi lasciano in un mare di disappunto e rassegnazione sui quali soffiano sbuffi e si agitano alzate di spalle.
Insegnami come si fa a dare peso alle cose che contano davvero, e non alla propria immagine di sè che vuoi dare al mondo. Alla fine le domande non te le ho poste, ma credo tu già le abbia intuite. Grazie dell’ascolto e buona serata anche a te.
Firmato: Ignoto.

