Quickribbon Living in dreams » 2008 » April
Apr 28
  

Váš prohlížeč nepodoporuje Flash stáhnětě jej.

We’re part of a story, part of a tale
We’re all on this journey
No one is to stay
Where ever it’s going
What is the way?

“Ciò che non uccide, ingrassa.”
Accidenti Sha, questo, questo mi preoccupa davvero.

Apr 23
  

Che mi conface. Perchè dopo aver fatto una valigia e aver controllato tutto, dopo essermi assicurato di aver caricato ipod, ds, di aver preso i biglietti, di essermi fatto conticini per non sgarrare troppo dal punto di vista economico e tutto…la carta di identità, non la trovo. E quando? Adesso, che sono a Venezia, e che avevo in programma di partire da qui per pigliare l’ES e andare a Bologna. ASDFGHJKLZXCVBNM. Quindi mi tocca andare via dopo mangiato e saltare la lezione (non che ne sia così dispiaciuta, ma lo zaino pesa), tornare a casa, cercare la carta di identità sperando di trovarla, tornare in stazione, andare a Mestre o Venezia in tempo e prendere il treno. Odio odio odio, anche perchè, perchè diamine mia madre non me la lasciava in mano che così la tenevo da me e non darmela dopo quando siamo a casa? Porco Heloi.

Che.Palle.è_é.

Apr 16
  

Dicasi quella teoria, semplicificata qui di seguito, secondo la quale un battito di farfalla causa l’inizio di una catena di eventi che porta, dall’altra parte del mondo, ad un uragano.
Mi fa ridere che più tento di evitarlo, più ci ricasco, tanto che sto ponderando di aprirci un business o di scriverci qualcosa al riguardo, visto che ormai basta saper maneggiare una tastiera per dire “faccio un libro”. Oppure potrei, chessò, cercare di fare del male, così avrei un risultato opposto! Sì, perchè fino ad ora ha funzionato in questo modo.
E’ un susseguirsi di situazioni che non mi piacciono, che possono dopo sfuggirmi di mano senza neanche saperlo. Vedrò di sistemarle quando torno domenica, sperando in un risultato positivo. Non nascondo di avere abbastanza paura di come potrebbe “risolversi” il tutto, e se anche tutti gli interpellati mi dicono che non devo preoccuparmi io non ci riesco. Il passo va fatto, appunto per evitare ulteriori fraintendimenti e brutti scenari che provocano più ansia di quella che alleggia già. Rimandare e rimandare, alla fine non è servito, ha solo, come al solito, fatto più danno che altro. Ma resto con la paura di poter rovinare qualcosa a cui tengo.
Poi ci sono i dubbi, perchè capirsi è ancora più difficile che capire gli altri. Il più quotato è il seguente: Vuoi vedere che tutto questo è stato forse solo un momento? Ed in effetti lo è tuttora di merda il periodo, quindi, è una necessità egoistica? No sì ni? Boooh.
Me lo domando, e non so neanche tutto questo alla fine mi farà dire, qualunque sarà il futuro, se “ne è valsa la pena”. Oh sì, la sempreverde questione del “fino a che non provi non sai”.
Io mi chiedo perchè devo complicarmi la vita. E non è una cosa che posso decidere io con coscienza, perchè per quanto possa sembrare strano in quel momento, quando fissavo il mio cuscino a casa, non era la parte razionale ad avere le redini del tutto ma il suo opposto, che credevo si limitasse ai miei trip sui gdr o i sogni malati come quelli che ho descritto l’ultima volta. Ed è stato disarmante vedere come, dando corda a quei pensieri, mi sia sentita meglio dopo. Non ho la minima idea se sia momentaneo o no, devo purtroppo usare il caro vecchio metodo scientifico di fare esperimenti per avere dei dati più o meno certi, se così posso chiamarli.
Mi scoccia dover affrontare la gita del finesettimana con queste cose in testa, spero di poterli mettere da parte e concentrarmi su altro, almeno fino a domenica mattina. E che quando tornerò la sera non si realizzino le paure di cui sopra.
Santo cielo, odio quando la vita sembra Beautiful. Senza soldi in mezzo soprattutto, damn.

Apr 13
  

Non mi capita spesso di riprendere un sogno e continuarlo da dove l’avevo lasciato, ma oggi è accaduto.

Questa volta i protagonisti erano dei ragazzini, quella che è apparsa per prima era una dai capelli rossi corti e dal tipico vestito nero gothic lolita, che con i genitori si recava in un albergo per motivi, ahimè, a me sconosciuti. Nello stesso momento all’interno del suddetto edificio alloggiano altre famiglie agiate, con rispettivi figli di età non superiore ai 13-14 anni. Di loro l’aspetto non è ben definito, ma ricordavo che, quasi a voler riprendere temi che in Utena mi avevano colpito, erano tutto fuorchè ottime persone. Provenendo tutti da classi sociali agiate, avevano ereditato gli stessi vizi dei loro genitori, diventandone una copia in miniatura per quanto riguarda chi l’avarizia, chi la slealtà, altri la freddezza calcolatrice. Tradimenti, raggiri e cattiverie sono pane quotidiano in sostanza, aspetti consapevolmente conosciuti o meno dagli stessi, non li fanno notare alla prima occhiata se non altro. Fatto sta che quell’albergo deve avere qualcosa di terribile. Non ricordo con precisione, ma l’atmosfera generale del sogno era cupa e anche se non ho visto in prima persona nessun fatto sanguinolento si avvertiva nell’aria che ne era successi. In più, un giorno arriva perfino un assassino scortato da polizia e guardie, che per motivi a me ignari erano costretti a sostare nell’hotel per qualche giorno (forse qualcuno voleva ucciderlo?). Cosa succede poi è confuso, ricordo che la città viene sommersa da un’innondazione, e che la bambina dai capelli rossi si ritrovava separata dai suoi genitori. Ma, stranamente, questo l’ho visto con lei al centro di un balcone, un’apertura che dava sull’hotel, ma era sospesa in aria, come se cavalcasse un’onda altissima, e il cielo era grigio e gonfio, come dopo una tempesta. La ragazza parla coi genitori tramite probabilmente suoi poteri, sa che sono vivi ma loro devono continuare la ricerca (di cosa? forse del mistero di questi fenomeni paranormali) aldifuori della città. Danno a lei il compito di tornare a fare una visita alla città (deduco che quel pezzo di hotel era stato letteralmente staccato via). Lei, usando un semplice foglio su cui scrive, e qui perdonatemi la semplicità, “tappeto volante” ci sale sopra e si avvia. Da notare che prima del volo ha comunque un pò di paura per il vento, e per aver visto un’altra onda altissima passarle addosso quando ancora era sul balcone, fortunatamente senza danni. Quando giunge a destinazione la città letteralmente gocciola da ogni punto, ma sembra che la gente sia in buona parte salva. Dopo aver percorso un paio di vie poco frequentate giunge infine all’albergo, e vi entra. Ecco, a differenza della città, qui sembra l’acqua ha fatto più danni che mai, quasi sia uscita da lì. Inoltre è completamente mutato al suo interno. Il nero è assoluto, ma mentre esplora il posto ritrova i ragazzini a cui ho accennato sopra, stralunati per ciò che è accaduto. Qui la cosa si complica, ricordo distintamente tre scene: la prima, rinchiusi in una serie di gabbie per uccelli, grandi quanto basta per tenere delle persone, passano in varie stanze ora più simili a dimensioni oscure, in cui lo scenario è un miscuglio di esseri come uccelli scheletro con piume ed elementi di stanze con attaccati coralli e alghe, un’altra dove trovano sagome umane sospese nel vuoto con radici che fuoriescono da loro corpo (”4 coppie” ricordo di aver sentito dire, credo fossero i genitori dei ragazzini e anche “per riportarli in qua e per controllarli, servono le carte”) e la terza è quella in cui due maschi del gruppetto iniziano a baruffare e si trasformano in esseri antropomorfi ma con elementi futuristici-meccanici (metroid?). Stile Persona, direi. Nelle ultime scene che ho raccontato la bambina dai capelli rossi interviene spiegando la situazione, aggiungendo nella sequenza finale che non capisce perchè improvvisamente questi ragazzi abbiano maturato poteri simili. Lei, da quel che posso dedurre dai miei processi mentali, ha un potere diverso, più controllabile e le sue conoscenze in quest’ambito la eleggono a “guida” del gruppo. Anche se, con soggetti simili, è impossibile essere considerata un capo. Credo che riesca a controllare il suo dono con le carte, e a giudicare dall’intervento fatto nella seconda stanza, è probabile che sia una branca magica di quel mondo.

Per completare il tutto, alla fine uno dei ragazzini le dice che non è la prima volta che tali poteri si manifestano in loro dall’innondazione, ma che il caso più “figo e divertente” è un altro. E in quel momento vedo delle mani che si appoggiano sullo stipide della porta della stanza e il profilo scuro dell’assassino (quello di cui ho parlato sopra). Col suo respiro pesante e l’aura rossastra mi fa intendere che anche lui ha quell’abilità. Oltre ad essere l’unico adulto a possederla, forse è anche quello che dà l’impressione di controllarla poco, ma non è una certezza. E’ decisamente più maturo e pericoloso di tutti i ragazzini lì presenti, ma questo sembra capirlo solo la ragazzina dai capelli rossi visto che per gli altri è solo un pezzente che ha come scopo il loro divertimento lì. Non so se loro non riescano ad uscire o meno dall’hotel, in effetti…E qui mi sono svegliata con la dissolvenza del profilo dell’assassino che sfumava per dare spazio alla visione della mia camera.
…Che dire, era confuso, tuttavia ero pervasa dalla sensazione di sapere tutto, e di non aver bisogno di spiegazioni. E anche se ripensarci mi inquieta, ero curiosa di sapere che sarebbe successo dopo. Domani scansiono il disegnetto e uno schizzo a matita, e anche se i capelli della ragazzina forse non erano così, ho deciso di fregarmene. Chissà cosa ho mangiato per avere sogni simili…

Apr 6
  

Il problema non è la primavera, è che sto anno scolastico 2007/2008 è la peggiore annata registrata nella mia “carriera” di studi. E’ il troppo lavoro che accumulo, è la poca voglia di lavorare, è l’avere tempo ma non sfruttarlo al meglio. Ed è il lamentarsene qui perchè so benissimo che se lo dico ai miei mi rinfacciano verità che so bene, ma sentirle da loro brucia di più. Aggiungo il sentirsi poco adeguata, perchè le cose iperrealistiche a photoshop non le so proprio fare. Manco le foto, non ho alcuna idea su sto benedetto soggetto da portare all’esame, che oggi mia sorella ha guardato gli scatti e giustamente ha chiesto che robe fossero. Già quando guarda i miei disegni non le piacciono mai, ma diamine, hanno troppo potere su di me i membri della mia famiglia. Non ho idee, non ho voglia, ho solo la necessità di fare blablabla di lamentele. Siamo ad Aprile, ahah ahah ahah, sfoggerò una faccia tosta di quelle splendide a Giugno. Fate che sia già Luglio ;_;