Quale è il confine, e quale è la definizione di un sentimento? Quando una cosa si trasforma in un’altra e cambia nome? E’ solo la conseguenza di un momento di solitudine o è autentico? E’ il piacere di crogiolarsi in qualcosa, lo sfruttare una situazione a discapito dell’altro o la paura che ci sia un altro nome per definire tutto e le conseguenze ti mettono in testa tanti dubbi? Anche se chiedo ad altri definizioni di qualcosa che mi è completamente nuovo e fuoricontrollo, non trovo risposta che combaci con la mia situazione. E le domande si moltiplicano minuto dopo minuto, e temo che il panico la paura e l’angoscia ci facciano residenza stabile dentro di me. Pensa ad altro, pensa razionalmente e lascia da parte queste cose, hai problemi altrove ed equilibri già fragili da mantenere. E se anche fosse, gli ostacoli sono tanti. Perchè diamine la tua testa ha deciso di dividersi in due, e la parte emotiva la sta facendo da padrona, fossilizzandosi su questioni che ti fanno solo sentire altrove? DEVI rimanere ancorata alle questioni vitali, almeno per adesso. E mi rimane solo un interrogativo, perchè diamine così all’improvviso? E’ colpa di processi fisici mensili noti alle donne? E’ per il fatto che le XX AMANO farsi pare? Perchè diavolo il solitario rimarzuglio di gene Y non si fa sentire? Ne ho bisogno. O forse no, ecco, mi basterebbe tornare com’ero prima, a pensare alle mie solite cazzatine di gdr, al DS, e riprendere ad apprezzare quello che disegno, che in sto periodo proprio non convince me.
Voi, lassù, non ho bisogno di questi problemi, mi complicano solo la vita, ESPORTATELI! Fateli emigrare! Pleeeease!