Intanto che l’Italia assiste al Viaggio della Speranza dei rifiuti partenopei (che ora puntano all’estero! Splendido, andiamo ad ingrassare le industrie svizzere!), protesta allo smaltimento dei suddetti in territorio nazionale spacciandoli solo per problemi della Campania (cosa non vera, ci sono anche parte dei nostri rifiuti lì, del nord e del centro) e non ultimo segue col fiato sospeso la bella manovra del quasi ex-ministro della Giustizia Mastella che mette al primo posto la famiglia anzichè il lavoro (e ancora prima i suoi interessi del resto), nelle Accademie italiane si prosegue in una battaglia che i giornali non degnano neanche di un trafiletto in ultima pagina.
Da quasi un mese nell’Accademia di Napoli perdura l’occupazione dell’edificio ad opera degli studenti, come atto di protesta nei confronti della non attuazione dell’articolo 509 nella sua totalità.
Come spero che tutti gli studenti accademici sappiano, ciò che ci viene rilasciato al termine del corso dei primi tre anni e se anche si prosegue nel percorso del bienno specialistico, non è una Laurea, bensì un diploma laurea. Cosa comporta questo? Principalmente, tanti problemi. E’ ormai da anni che la retta che dobbiamo pagare è in aumento, questo per adeguarci ai parametri universitari. E’ da anni che abbiamo il sistema 3+2, adottato in tutte le università d’Italia e d’Europa. E’ da anni, che pur con tutte queste premesse le nostre accademie non sono autorizzate a rilasciare una laurea, ma un diploma a detta della legge “equipollente” ma non “equivalente” al tanto sospirato documento ufficiale di laurea. Cosa comporta una simile differenza? Comporta che in concorsi nazionali la nostra domanda può essere respinta perchè non siamo “dottori” e pur avendo le stesse conoscenze di un laureato in conservazione dei beni culturali non possiamo concorrere al posto, perchè anche se abbiamo fatto restauro e quant’altro, non siamo al suo livello. Comporta che se vogliamo specializzarci all’estero siamo a detta loro al pari di una matricola, perchè il nostro diploma laurea non è riconosciuto in tutto il resto d’Europa se non al livello di un diploma rilasciato da un liceo artistico. Ovviamente, questo è un problema che permane solo nella nostra nazione, il resto dei paesi dell’Unione Europea ha già stabilito che esistono “dottori” in pittura, scultura, decorazione, scenografia, grafica d’arte, nuove tecnologie. Solo da noi non è così.
Ieri alcuni studenti provenienti da diverse accademie, tra le quali anche la nostra di Venezia, hanno incontrato il sottosegretario al Ministero della Cultura, Dalla Chiesa. No, ovviamente il ministro in persona ha di meglio da fare. Ecco il documento ufficiale, preso da miur.it, a sua volta riportato nel blog del Comitato studentesco dell’Accademia di Belle Arti di Venezia
Il Sottosegretario Nando dalla Chiesa ha incontrato oggi i rappresentanti della Consulta Nazionale degli Studenti delle Accademie di Belle Arti italiane, insieme al Direttore dell’Afam, Dott. Bruno Civello.
Presenti i delegati di Bologna, Carrara, Firenze, Foggia, Lecce, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Roma e Venezia, con i quali il Sottosegretario si è impegnato in un’attività di confronto.
Nel dibattito di oggi, caratterizzato da un clima molto costruttivo, è stato affrontato il tema dell’equipollenza.
dalla Chiesa ha spiegato che non esistono dubbi sull’equipollenza di tipo verticale, (medesimo livello del titolo universitario).
E’ stata analizzata sia la Sentenza del Tar della Lombardia dello scorso dicembre che ha riconosciuto come le Accademie facciano parte di diritto del sistema universitario, sia la nota del Ministero della Funzione Pubblica che, come già sancita dalla Legge, riconosce l’”equivalenza” dei titoli di studio delle Accademie con quelli universitari.
Per quello che riguarda le equipollenze orizzontali (i corsi affini), il Sottosegretario ha dichiarato che l’imminente decreto ministeriale sugli ordinamenti didattici ne consentirà la definizione.
A questo proposito, il Sottosegretario ha chiesto alla rappresentanza studentesca dell’Afam di trasmettere una nota propositiva con l’indicazione dei punti ritenuti più importanti per il provvedimento.
Egli ha aggiunto che questa fase, seppur molto laboriosa, sarà la più veloce possibile, promettendo di ottenere presto il riconoscimento della dicitura di diploma di laurea.
Quanto al reclutamento dei docenti, il Sottosegretario dalla Chiesa ha assicurato che esso si uniformerà a criteri di qualità e merito, attraverso la stesura di apposite liste di idoneità nazionali.
In vista dell’Assemblea Nazionale degli Studenti prevista nei giorni 13 e 14 febbraio prossimi, è stato inoltre assunto l’impegno di portare alle rappresentanze studentesche informazioni trasparenti e complete sullo stato degli oneri contributivi a carico degli studenti delle Accademie, nel corso della giornata di confronto prevista con il Cnam e il Ministero.
Roma, 15 gennaio 2008
Ma sapete quale è il vero commento che il sottosegretario ha fatto ai nostri colleghi?
“Non si è mai sentito di dottori in Pittura”
Caro sottosegretario, se lei non ha mai udito ciò che accade in Europa non è colpa nostra. E’ vero che noi studenti dell’Accademia siamo pochi rispetto al popolo dei metalmeccanici, dei camionisti che fermando i loro mezzi in autostrada hanno subito ricevuto i soldi che chiedevano e che sono stati prelevati dai fondi del Ministero della Ricerca, ma è altresì vero che prima di tanti discorsi (che approvo comunque) come “L’Italia è il paese delle Arti” che spesso è il nostro vanto a livello mondiale, noi artisti vogliamo essere dei lavoratori e poterci mantenere con ciò che sentiamo di poter produrre al meglio. E perchè no, magari il nostro pensiero potrà influenzare il mondo allo stesso modo della letteratura e della filosofia, come la storia spesso ci sottolinea! Ma questo viene dopo, a mio dire. Perchè prima di essere portatori di innovazione e pensiero, vorrei potermi portare il pane a casa, non so se mi spiego. E se questa “equipollenza” non viene finalmente trasformata in “equivalenza” come dovrebbe essere stato fatto da ANNI sarà un’impresa difficile arrivare a fine mese. Non si tratta solo di un titolo altisonante, “Dottore in”, si tratta del nostro futuro e delle nostre possibilità lavorative. L’Italia è un paese fondato sul lavoro, venga data anche a noi l’occasione di far parte di questa Italia.
EDIT: Come nei commenti mi è stato fatto notare, dò qui la spiegazione per la bloggata di qualche giorno fa. La mia avversione ad una solidarietà con l’accademia di Napoli era dettata, come avevo anche scritto però, dal non sapere il motivo per cui di punto in bianco le lezioni del giorno erano state sospese senza informare noi studenti. La risposta è ovvia, per evitare che in massa non ci si presentasse all’Accademia, ma tenete conto che il mio umore al mattino è parecchio basso, e sapere di aver fatto corse per nulla mi ha alterato abbastanza al momento. Col senno di poi, avrei evitato di scriverlo. Non avrei evitato lo sclero sulla bellezza del nostro paese, ma dettagli. E già che ci sono eccovi un piccolo omaggio alla nostra situazione accademica.
