Quickribbon Living in dreams » 2007 » November
Nov 29
  

Tra tutte le cose più importanti che ho capito in questi ultimi due mesi è che nulla è per sempre. Per quanto uno si sforzi di restare nella sincerità quello che raccoglie è solo il contrario di ciò che vorrebbe. Quando uno crede di agire solo secondo la sua coscienza, senza per questo voler colpevolizzare qualcuno ma seguendo solo quello che sente giusto per lui, ciò che è attorno reagisce diversamente da quanto uno vorrebbe. E’ inevitabile credo. Non voglio fare l’eroina tragica, tuttavia voglio provare a fare una cosa che viene considerata matura dal mondo, ossia prendersi le responsabilità delle proprie azioni.

E’ impossibile farsi amare da tutti rimanendo sinceri, ma meglio seguire il proprio pensiero e portare il peso di ciò che si fa piuttosto che fingere che tutto vada bene. Non è affatto facile e mi sento di nuovo il famoso “peso al cuore”. Io speravo che si capisse il perchè di una mia scelta, ma non so, mi sembra che così non sia. Uno potrebbe sottolinearmi “tua supposizione, indi coda di paglia”, ciononostante non provo così poco amore verso la mia persona e penso di capire quando uno scenario è positivo o meno. E la constatazione verte sulla seconda opzione. Ma d’accordo, non posso fare miracoli, e sinceramente non ce la faccio più a stare in ansia da quel maledetto giorno. Per come andrà, solo Dio lo sa. Non mi resta che sperare che non si soffra più, da nessuna delle due “fazioni”, perchè ormai così mi pare sia il tutto.

Bè, Signore, ci hai fatto più complicati di un ingranaggio. Aiutaci a farci funzionare bene o, nel possibile, aiutaci a superare i momenti di intoppo senza perdere troppe rotelle in giro.

Nov 19
  

Asdfghjklqwertyuiop

EDIT: o come mi riferisce Gara
GAHAHGSJKAGSJHGSJAHGSJHAGSJAGSJAGSAGSJGAH

Nov 15
  

Scrivo per avvisare già che non sarò presente nel web da venerdì a domenica pomeriggio incluso, che me ne vado a rompere i coglioni a Sha u_u/. Per qualsiasi evenienza ssesiana, chiedete al mio validissimo collega Shiya u_uv
E ora, volevo mettere il test che mezzomondo ha fatto. E che io avevo fatto quando Yukka l’aveva postato. Ma! si è salvato solo fino alla 25esima domanda. Volevo mettere prima un pezzo di un racconto, ma non l’ho portato a termine. Era un racconto troppo emo. Quindi che dire…boh! A presto gente!

Edit: messo a posto il titolo. E, mi va di dirlo, ho appeso il Claddagh Ring alla catenina. Quando sarà il momento lo rimetterò. Ora sono stanca. Di sentire il bimbo sotto a casa mia che si lamenta per nulla, un bello schiaffo e sarebbe apposto. Di sentire bruciore e di essere spossata. Di fare di corsa la strada per la ferrovia e arrivare stremata, sudata e con ancora 30 minuti a piedi da fare, stanca di maledire il bus sempre in anticipo, che mi tocca prendere quello che non mi lascia davanti casa e mi fa fare strade buie.

Sono stanca di sentirmi stanca o di far stancare altri. Vorrei essere serena anche io adesso, non perchè me lo merito perchè sono una “brava” persona. Perchè sono una persona come tutti, punto. Sono stufa di questo “cuore” che sta male per mille e mille problemi o situazioni. Batte troppo forte e troppo dolorosamente da settimane, voglio che si fermi. O che non faccia male.

A un tratto sentivo il mio cuore farsi più pesante e sussultare come per una scossa o una ferita inattesa. Allora chiudevo forte gli occhi e stringevo i denti aspettando che passasse. E piano piano passava, ma lasciandomi un pò indolenzito dentro.

Norvegian Woods - Tokyo Blues, Haruki Murakami

E boh, credo che d’ora in poi non farà male più. Lo spero, ma ci devo anche credere. Proviamoci.

Nov 9
  

E intanto lo scrivo

Non conosco il motivo, solo la causa, ma tanto vale provare un’analisi. Allora, siamo in un mondo libero. Comincio già con una mia idea di libertà: la tua libertà finisce nel momento in cui tu invadi quella di altri o arrechi loro danno. Danno che può essere consapevole o inconsapevole. Ovviamente la prima è più terribile della seconda. C’è da sottolineare che ci sono al mondo persone che deficitano di alcuni neuroni indispensabili a questa operazione di classificazione e il più delle volte sbagliano a dividere le loro azioni nelle due suddette sottoclassi. Queste persone possono essere chiamate a loro volta “stupidi” o “cattivi”. Ovviamente la seconda è più terribile della prima. Io mi auguro di non trovare più persone simili, ciononostante posso assicurare che perfino gli “stupidi” ti fanno immensamente girare i coglioni. Perchè dopo una, due, tre volte che ti dici “è stupido, devi avere pazienza”, a me la pazienza svanisce. E’ un dato di fatto, a cui in tutta sincerità non voglio porre rimedio, perchè di essere presa per i fondelli ne ho piene le palle.
Tornando alla libertà. Se io voglio comportarmi in un determinato modo, e non faccio fisicamente male a nessuno e non offendo nessuno e non rompo i coglioni a nessuno, io posso. In grassetto sì. Sono una persona che quei cinque neuroni li ha riuniti dopo 21 anni e ha deciso che posso permettermi di fare quello che voglio senza ripensamenti se le tre condizioni sopra riportate sono soddisfatte. E qui arrivano persone che “si preoccupano” per le mie scelte. Ma, perdonate la poca delicatezza, ora io devo stare a sentire voi e giustificare il mio comportamento sulla base delle vostre pare? Ohi ohi, mi spiace ma no.

Váš prohlížeč nepodoporuje Flash stáhnětě jej.

E se c’è qualcuno che non è d’accordo…*gesto di mandare via* altrimenti il Bonsai somatizza :)

Ma…sapete, ciò che mi irrita più di me, e che per il quieto vivere mio, per la mia serenità che qualcuno si ostina a voler incessantemente distruggere, io scenderò a patti e darò il contentino. Ed è una cosa sbagliatissima, terribilmente sbagliata, è darla vinta ed è terribilmente ingiusto perchè io posso fare ciò che più mi piace. MA! Ma poi mi sento ingiustamente in colpa. Perchè? Ah, benedetta Vilui, ma è OVVIO, perchè come altre persone che io conosco siamo affetti dalla sindrome della Bontà. E non perchè siamo caritatevoli, abbiamo un’alta considerazione di noi NOOOO perchè ci sentiamo in colpa per esserci comportati in modo duro e come quelle persone meritavano! Che fregatura colossale! E quindi gliela diamo vinta, gli diamo tutte le carte per dire “vero, avete ragione voi, noi torto” quando porco Heloi, non è affatto così. E no, noi NON siamo ipocriti, siamo un’altra cosa: buoni dentro, quindi, deficienti dentro.

Io sento che questa vita ce la metterà lì sempre, costantamente ed interrottamente. Come detto a Lucca, io spero solo che la nostra correttezza e, per me, l’aldilà, possano ricompensarci in qualche modo, altrimenti l’unica è leggere una riga di sanscrito al contrario e vedere dove ci porta.

Nov 7
  

Quanto è grande un fiocco di neve? E’ più piccolo di me, ed è quasi invisibile all’occhio. Non lo riesco a sentire neanche adesso che mi cade sulle guance. Le ho così fredde che hanno perso la sensibilità. Da quanto sono qui fuori?

Probabilmente da pochissimo. Così poco che nessuno si deve essere ancora chiesto dove sono. Ma nessuno si preoccuperebbe se io mi assentassi anche per molto.

Sbatté le palpebre, senza percepire il movimento dei muscoli, ormai intorpiditi dalla temperatura di molti gradi sotto lo zero. I suoi occhi rimanevano invece rivolti verso un punto imprecisato di quel cielo che sembrava un prolungamento della terra bianca sulla quale era seduta. Se non fosse stato per gli alberi che distavano qualche metro da lei, non avrebbe potuto fare differenza fra le due parti apparentemente così diverse del mondo, eppure simili l’una all’altra in quel momento. Non c’era più neanche un filo d’erba sotto di lei, solo un’immensa distesa color del latte. E il cielo non era più azzurro, ma un’enorme coperta grigia lo aveva avvolto completamente senza lasciare un solo lembo fuori posto. Dov’era lei, sospesa in quel luogo senza un confine visibile?

Dove sono andata a finire dopo tutto questo viaggio?

Dov’è che è il cielo? Dove è andata finire la terra?

Una visione del mondo che prima era così chiara e tangibile ora si era ridotta a uno spettro indefinito che danzava attorno a lei, come a prendersi gioco della sua ingenua fiducia in qualcosa che non esisteva.


Sola, aspettavo, per tutta la vita…
Aspettando quel giorno in cui ci saremmo incontrati ancora per puro caso
In realtà, se ti avessi perso di vista
Avrei perso anche me stessa

A dire la verità, cosa di me è stato reale? Dall’inizio, non sono stata altro se non qualcosa che non avrebbe dovuto esserci.

Chiuse gli occhi, tentando di lasciare che tutte le sue paure potessero uscire da lei, perdendosi attorno alla sua figura vestita dell’abito nero e argento. Che volassero, lasciandola indietro, che facessero come le foglie in autunno e si staccassero da lei almeno per quel breve lasso di tempo. Voleva restare spoglia di qualunque pensiero, così che potesse passarle accanto e diventare finalmente chiaro ai suoi occhi.

Mi piaceva come scrivevo. “Il peso della neve”, creata giovedì 1 dicembre 2005, 23:34:43. Mai finita, ma la tengo ancora.
E mannaggia al sito della Copic, non mi registra gli ordini. Mannaggia ai corsi che non sono ancora avviati, mi sento strana a non avere materie. Mannaggia alla mia poca voglia di lavorare. Sto bene nel non avere/volere corsi, ma non va bene per il resto e, in tutta sincerità, so bene che a lungo andare non andrà bene neanche a me. Mannaggia al sonno, al dover correre, al pendolarismo.

[coolplayer width="380" height="80" autoplay="0" loop="0" charset="utf-8" download="1" mediatype=""]
http://www.seventh-sigil.net/music/De_Andre_Smisurata_preghiera.mp3
[/coolplayer]

Bof. Voglio andare in montagna.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us