La cronaca dettagliata (?) della mini vacanza in Irlanda ve la farò prima o poi, possibilmente entro il 7 agosto visto che se tutto va bene mi trasferisco in terra napoletana per una settimana. Bello fare i parassiti in casa d’altri vero? In sostanza devo dire che la cosa che ho amato di più è stato il cielo (modestamente), di cui presto Vale e io vi daremo dimostrazione fotografica. Oltre a vedere la bellezza di quel cielo azzurro devo aggiungere che il soggiorno irlandese mi ha fatto capire quanta infinita pazienza ci voglia con un cielo simile. Quindi grazie a tutti di cuore, sopportare una cosa simile deve richiedere parecchie energie. Vi sono grata per non mandarmi a cagare ogni cinque secondi (tempo medio di cambiamento del suddetto cielo). L’incubo principale invece sono state le cartoline, ho continuato a disegnarle fino all’ultima sera ed ero sfatta. Mi spiace per gli errori di anatomia o per le schifezze che sono, contate che le ho create con amore. E poi, ehi, c’è sempre l’immagine della cartolina stampata sul davanti, accontentatevi!
Sul fronte etilico sappiate che tre Guinnes le ho bevute (o erano quattro? non ricordo mica O_o) e devo dire che sono davvero buone *. Fortuna che domani (anzi, oggi ormai vista l’ora) andiamo a festeggiare il compleanno di Monica e quindi altra birra * Bueno, bueno. Ora si tratta di godersi gli ultimi giorni di pacchia, scrivere una/due 30themes che mi sono venute in mente, disegnare qualcosa di Q2N e rimanere a sbavare su Lys della cui serie ho trovato ben tre arretrati sul mio tavolo quando sono entrata in camera *_* Se potete dateci un’occhiata, ha un tratto a dir poco bellissimo e i colori sono un bijoux. Altri progetti coinvolgono una piccola capatina a Jesolo, oltre che disegnare e cominciare a studiare. E non devo dimenticarmi di leggere sto benedetto sesto libro di HP e prendermi finalmente il settimo senza incappare in spoilers mentre attraverso la strada.
In ogni caso, sono davvero tanto contenta di essere tornata in Italia, caldo a parte. E’ bello essere a casa.
A dispetto del mio umore di merda di questa sera, le cui cause sono ignote anche a me, e dell’odio che ormai nutro per un fumetto insulso che non mi piace fare, dopo un pò di sosta in salotto e qualche giro me ne sono tornata in camera a vagabondare nel web. Dando uno scorcio a Kinart mi sale il solito magone accompagnato a sfumature di sprono a migliorarsi (la solita minestra) ma il primo intervento della pagina mi incuriosisce per il tratto magnifico e per la colorazione a cui magazine italiani mensili non mi abituano, eccezion fatta per Wondercity (fermo al numero 6 che devo tralaltro ancora procurarmi, che goduria). Parlo di Lys, che Asu mi aveva già fatto notare al Comicon di quest’anno, verso il quale non pensavo di poter nutrire un amore a prima vista per il tratto dei numeri successivi al depliant di lancio. Già quelli erano meravigliosi, ma temevo che: a) costasse troppo, e invece 3,90 al mese posso permettermeli; b) fosse troppo simile a WITCH, che già seguo. Invece no, stasera girovagando mi sono accorta che è davvero bello e domani chiedo a mia zia se può procurarmelo dal suo edicolante (col mio non ho un rapporto ottimale da chiedergli arretrati. E poi diciamo la verità, mi sento un’idiota a domandarlo, se posso sfruttare mia zia benvenga). A ciò accompagno un’illuminazione avvenuta qualche
minuto fa su come disegnare Munela in seguito alla visione di questa pagina: come la faccio io, 6 anni non li dimostra proprio, bensì 10 o più. Così è più…Disney, pucciosa, piccola, morbidosa.
Voglio entrare in quella Accademia, lo voglio davvero. Ma c’ho na paura matta, se non mi prendono al primo colpo (cosa ovvia e probabilissima) che faccio? Vado all’altra? E se non mi prendono manco lì? O se costa tanto? Anzi, niente se, costa sicuramente tanto assieme al monolocale, pur se saremo in due.
Meglio non pensarci adesso, lo so. Soprattutto contando che devo fare altro, ossia chiamare Laura e Vale, la prima per sentirla dopo ere, la seconda per metterci d’accordo sul viaggio e per cazzeggiare a Tomb Raider. E cominciare a lavorare per gli altri due esami di settembre, che tanto uno necessariamente slitta a febbraio. E dire che ieri avevo sonno alle 22:30, ora invece devo ancora togliermi via le lenti. Beata (?) quotidianità.

