Una lista delle priorità non sono riuscita a farla, ma una dei fastidi ve la presento fresca fresca:
1) Periodo nero per quanto riguarda il disegno. Vorrei disegnare come certi artisti, fare schizzi degni, fare personaggi uno diverso dall’altro anche dal punto di vista del viso, capire meglio il corpo umano, fare qualcosa di lontanamente decente o magari concludere un lavoro di anatomia artistica. E invece nisba, non faccio mai un cazzo. La colpa ovviamente è solo mia, ma me ne lamento lo stesso.
2) Devo finire sto benedettissimo fumetto, e mano a mano che proseguo mi accorgo di come sia terribilmente osceno nella prospettiva, nell’inchiostrazione, nei corpi sempre uguali o messi male. Mi sento fortemente limitata, insoddisfatta, incazzata. Ricollegabile all’uno.
3) Poco, poco, poco tempo. E tanti problemi.
E poi altro, un insieme di tristezza e malinconia che torna di nascosto, che ti aspetta fuori dal cinema per riprenderti tramite un semplice contatto o una musica. Che nel primo caso non te la cerchi molto, nel secondo invece te la lasci in loop la canzone, e quindi ti dai della masochista mentre cominci a sentirti il peso di nuovo dove l’avevi messo l’ultima volta. Ma in fondo mi diverto davvero ad avvertire questo disagio, mi paragono quasi a quelle che si tagliano i polsi per mostrarli in foto o altro, solo che io il sangue e il tetano non li amo e quindi mi faccio male senza usare lame. Devo aver letto da qualche libro che di solito lo fanno per sentire che sono vivi e ammetto che è vero. Non so se sia normale, in testa mi giunge un pensiero che fa più o meno così “sento di non provare nulla”. In un mondo che sembra pervaso da emozioni fortissime, siano esse positive o negative, io mi sento neutra e impassibile. Il sarcasmo si ritorce contro? Il disfattismo ha fatto radici? O sono il cinema e l’immaginario che passa attraverso la televisione di adesso e i libri best-sellers infarciti di dolore e gioia ad essere la causa? E’ il mondo a esagerare o sono io? Apri All Music o Mtv che sia e quando vorresti guardarti solo il video ti ritrovi messaggi a nastro sotto su quanto Tizio ama Caia, di quanto Pincopallino non possa non gridare “tv1kdb” o “ioete3MSC!” alla sua donna della vita di turno, e ti domandi, è una cazzata o sono io che svilisco tutto? Sono sbagliata io? Perchè devi andare contro corrente e dire “io ste minchiate non le faccio” ma in verità non lo fai perchè sei superiore, ma perchè non le hai mai provate.
Alle volte mi blocco a scrivere i posts e mi chiedo sinceramente, come faccio a descrivere qualcosa che non ho mai sperimentato? Invento, deduco, ipotizzo, stereotipizzo, non so che cacchio ho creato dopo quando mi accingo a rileggere il post inviato.
Ma tutto questo per dire cosa? (troppi ? e troppi “ma”, mi piacerà il suono?)
Che sono una drogata e una malata, se per piangere devo sentirmi in continuazione canzoni tristi, pensare a vicende di un film appena visto, e soprattutto renderlo pubblico qui, quando sono pensieri che a voce non direi mai perchè troppo personali.
Mi viene da piangere a pensare alla cornetta del telefono, sta diventando pesante alzarla e comporre i numeri. Rimando a domani come sempre, pregando silenziosamente che dall’altra parte della cornetta non risuoni un secco rifiuto.
Eppure sentire (un senso di te) - Elisa
A un passo dal possibile
A un passo da te
Paura di decidere
Paura di me
Di tutto quello che non so
Di tutto quello che non ho
Eppure sentire
Nei fiori tra l’asfalto
Nei cieli di cobalto - c’è
Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio - c’è
un senso di te
mmm…mmm…mmm…mmm…
C’è un senso di te
mmm…mmm…mmm…mmm…
Eppure sentire
Nei fiori tra l’asfalto
Nei cieli di cobalto - c’è
Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio - c’è
Un senso di te
mmm…mmm…mmm…mmm…
C’è un senso di te
mmm…mmm…mmm…mmm…
Un senso di te
mmm…mmm…mmm…mmm…
C’è un senso di te
