Living in dreams » 2006 » December
Dec 15
  

La giornata di oggi era cominciata normalmente, proseguita in modo piacevole, ma ehi, che giornata sarebbe senza una fregatura?

Primo, mentre sono in accademia spulcio l’email per vedere se è arrivata la risposta di Fabrizio con i dettagli del workshop che avrò questo lunedì-martedì-mercoledì. C’è fortunatamente, ma mi rendo conto che non solo San Donà di Piave l’è già abbastanza imbucata come locazione, ma che tra treni, autobus, tragitto a piedi, è più imbucato di quanto pensavo sta minchia di stanza! Ma porca paletta…
Secondo, torno a casa e mia madre mi dice che è andata a ritirare gli occhiali con le nuove graduazioni e che sono sul tavolo. Io tutta contenta mi tolgo le lenti (e quindi per 6 ore non potrò indossarle) e mi metto gli occhiali. Cribbio, il mio occhio sinistro mi dice che c’è qualcosa che non quadra, anzi, che non mette a fuoco bene. Risultato? La lente sinistra probabilmente è stata tagliata male, l’avranno incurvata, non lo so, fatto sta che mi viene mal di testa a metterli. Quindi li tolgo e, sì, sto praticamente a meno di 15 cm dallo schermo per riuscire a leggere. Mi sento una ciecata e ho ancora mal di testa. Pessimismo e fastidio.
Terzo, per completare in bellezza: mia madre e mio padre vengono a sapere della mia prossima odissea a San Donà, e ovviamente quest’ultimo non riesce a esimersi dal sottolineare come “la cosa sia gestita di merda”, a ribadire il concetto accentuando la sua negatività ogni secondo di più (cosa che mi irrita a dismisura) e a concludere con la mia parte preferita “visto cosa accade di recente è proprio un volersi cercare rogne”. E poi mi rompono le palle col fatto che avrei voluto nascere maschio? Ma che vadano …dove so io miseria ladra (mi contengo, sono un bravo bishonen). Come se, dopo aver speso 150 euro ed essere ben felice di poter fare finalmente qualcosa di concreto oltre alla solita routine io adesso sia costretta a dare forfait perchè il posto è sempre più inculato. Sì, subito guardate, disdico tutto! Ma va là, va là

‘Somma, non è proprio un gran bel modo per concludere la settimana. Domani mi tocca fare giri e rigiri del centro, riportare gli occhiali, fare i biglietti, e andare alle 17 a Venezia, sperando di beccare sta premiazione a cui Fabrizio mi ha invitato e magari anche Emanuele. Ora come ora la voglia non c’è di farsi ore di viaggio per andare a Venezia il *sacro sabato*, ma se continuo così allora la mia invidia verso chi ha qualcosa di meglio da fare che vegetare davanti al pc tutto il giorno si ritrova come risposta “te la cerchi”. Non le darò questa soddisfazione.

Mi sa invece che dovrò o dormire o sfogarmi contro un oggetto perchè con sto mal di testa per gli occhi sto impazzendo. Maledetti ottici ;_;

edit: piccola editata per dire che nella discussione dello scorso post (che si rifaceva a quello di Fla, rendiamolo pubblico U_Uv) contestavo una frase che era la suddetta -> “C’è qualcosa che ti renderebbe più felice? Allora falla senza avere paura”
Basta poco per uscire dalla merda di questo mondo, davvero basta così poco? Perchè, allora non l’ho capito prima? Basta un sorriso sincero, una parola di conforto, una spinta che non sia una critica al fine di spronarti ma una pura parola di incoraggiamento per farti star meglio?

Ci siamo chiarite fra di noi, soprattutto mi sono chiarita io, però il mio messaggio era questo: “Non c’è solo merda a questo mondo ovviamente, ma per raggiungere la felicità non basta poco”. Messaggio che non ho espresso al meglio e che ridico quindi qua. Chiudo adesso, il mio cervello si ribella alla visione (ahhhhhrgh ciecata! e niente post di verdania ;_; ma porca miseria T_T)

Dec 10
  

Mi suona un pò bastardo il post che sto scrivendo, in caso usate lo zucchero che avete in cucina per addolcirlo oppure c’è la solita crocetta in alto a destra (nulla a che vedere con giochi per DS, non ce l’ho).
Sta di fatto che, alla solita serie di frasi collegate le une alle altre sul fatto che basti un sorriso da parte di qualcuno per risalire da uno stato negativo psicologico, io rispondo seccamente di no. No, assolutamente no. Se il motivo della tristezza/angoscia/altro è talmente effimero che un gesto come il semplice incurvare le labbra possa togliere, allora davvero è una sensazione di disagio che rasenta il livello di quella di un bambino delle elementari. Oltre al fatto di dirlo per mia convinzione posso anche supportarlo con esperienze personali, quindi non mi invento tutto. Se sorridere fosse la soluzione, allora non dico solo il mondo fuori, ma anche quello delle persone che ci stanno vicine e che formano il nostro piccolo universo sarebbe un paradiso. No, non lo è, è più simile a un purgatorio, e ci tengo che rimanga tale. Un sorriso può essere un “timido” inizio, ma non facciamolo diventare il mattone di testata d’angolo come tanti buoinisti vogliono farci passare per vero. Forse costoro hanno avuto la fortuna che tale sistema funzionasse, ma cari probabilmente avete avuto solo “culo”. Perchè il più delle volte questi sorrisi vanno a finire in un buco nero che la persona a cui state cercando di portare sollievo possiede al suo interno, e verrà bruscamente risucchiato senza sentire un tonfo di caduta, perchè è senza fine quel baratro. E continuerà a mandare giù per questo tutte le vostre buone intenzioni e le vostre facce allegre fino a quando non vi avrà tolto a voi stessi la forza di rivolgerglieli e vi metterà davanti al bivio: o di continuare a stare al suo fianco ben sapendo di questo pozzo senza fondo di tristezza, o di volgere lo sguardo altrove e di fregarsene della sua esistenza. E che dire, può essere che il vuoto si colmi, che il miracolo avvenga, ma non sarà mai subito, ci vorrano mesi, anni, tempo. Mi sono stufata di sentire simili discorsi zuccherosi e pieni di speranza. Guardiamo in faccia la realtà, per avere la felicità altrui bisogna stringere i denti e sputare sangue, perdere parte della propria gioia con la consapevolezza che la tua stessa felicità sparisca a poco a poco ogni giorno che passa. E non condivido nemmeno la questione ” per avere più felicità devi rischiare di più″. Non è esatto, perchè per quanto tu possa soffrire non è detto che verrai ricompensato di quanto hai perso. Avrai felicità forse, ma non è scritto da nessuna parte che quella felicità ti farà da esatto contrappeso. Può capitare, ma non è una sicurezza. Se qualcuno lo crede buon per lui, spero solo non mi capiti davanti qualcuno che la pensi a questo modo che voglia (attenzione) convicermi di questo. Potrei rispondere in modo abbastanza isterico a tale affermazione, diventando irritante e insopportabile. Io sono per la convivenza pacifica, anche se alle volte voglio imporre pure io la mia idea. E’ un aspetto che sto tentando di sedare, mi mordo più spesso la lingua di recente, quindi apprezzate la buona volontà.
Poi mi trovo a parlare di altri lati poco amabili di me, come l’invidia infantile. E’ inutile provare questi sentimenti quando io stessa non mi prodigo a creare determinate situazioni, mi aspetto sempre che la cosa piova dal cielo o che per qualche strana congiunzione astrale avvenga qualcosa in me da portarmi a proporre e realizzare l’idea. Ma non capita mai. La mia pigrizia si manifesta anche con tali modalità, lasciandomi da un lato sorpresa, dall’altro spiacevolmente cosciente che il mio carattere non muta in meglio, restando ancorato a questi sentimenti infantili. E domani? Domani troverò la voglia di alzare il telefono, comporre quei numeri nell’ordine e chiamare quelle due/tre persone che non sento da una vita? Sì? No? Dovevo farlo ieri. E non l’ho fatto. Mi lamento e non risalgo, questa è la realtà. Non avessi avuto questa prova qualche giorno fa di come tale pigrizia alla fine si ritorca contro di me, probabilmente non l’avrei notato. Ora, forse a Capodanno scendo, ma non dipende più dalla mia famiglia, bensì dalla mia effettiva voglia di prendere e andare fin là. E’ così frustante, vorrei afre un back-up e ripristino al mio cervello. Venti anni sono troppi per questo hardware.
Ah, ho parlato con mio padre anche di un’altra cosa, e c’è poco da fare, ormai il mio metodo di vita è definibile “rigido” almeno su alcuni campi. Altre ragazze lo sono di meno, mi ha detto, ma non esiste un bene o un male in questo caso. Mah, so solo che il mio desiderio di avere il cromosoma Y è sempre più alto, e sempre più irrealizzabile ;_;
Fossi tornata prima dal pranzo di oggi probabilmente avrei scritto anche altre cose, ma il vino ha effetto per poco, l’ebrezza sparisce in fretta. Accontatevi di questo, e buon proseguimento

Dec 2
  

Sono le 3 e mezza passate, eppure non riesco a smetterla di mandare ripetizione questa e a chiudere il pc.

Sweet Song - Xenosaga II OST

I remember the days of summer
We were so close together
You were humming the songs of silence
Sweetly plucking the harp of wind

Every moment was sacred and mystic
We were near to the shore of eternity
The days are gone, and will never come back

You were a half of me…long time ago

Life can never be perfect without you
But I’m still on my way to the future
For I remember your sweet song in my mind

To the lost horizon, I’m calling your name
Again and again

Though the night is so dark
A new dawn is so close to me
Sun will come and shine on all seeds of hope
Bud and bloom…

I remember the days of winter
You were sitting beside me
All alone in the shuttered places
We were waiting for thawing day

Every moment was sacred and mystic
We were hoping the night was eternal
The days are gone, and so far away
I’m still singing your sweet song for long
Long windy nights…

Oggi mi sentivo discretamente produttiva inoltre, tanto che ho fatto ben due post di fila, cosa che capita abbastanza raramente. Sul fronte di disegni invece sono un pò in calo, vorrei disegnare determinate cose ma non mi vengono come voglio e quindi tendo a trasportarle con la scrittura. A forza di sentirmi questa canzone invece continuo a fare la regista di scene animate, e aspetto di poter continuare con SS che se anche non posso scrivere le parti che al momento mi vedo scorrere davanti almeno sento che andando avanti mi ci avvicinerei. E ho anche scoperto un altro webcomic che spero prosegua, merita tanto secondo me -> Reman Mithology
Mi viene voglia di mettere in concreto LSS quando vedo lavori così ma poi il problema della sceneggiatura torna prepotentemente a farsi sentire e la buona volontà cala di nuovo…*cough* se magari pensassi alla storia dietro in effetti sarebbe già un passo avanti. Mi sento per l’ultima volta Sweet Song e poi spero di avere la forza di chiudere tutto, che mi aspetta la pulizia di camera mia domani. Odio le faccende domestiche ;_;

Â

Dec 1
  

Che bella lezione di altruismo stasera. Non sono triste per il momento, solo abbastanza delusa di me stessa e di come il sentirmi dire che alcune “certezze” in verità sono solo cose che mi invento io e che per gli altri non è mai stato così mi faccia più male del dovuto. La convivenza è più dura da gestire dell’amicizia? Che poi quando puoi chiamare amicizia un rapporto che alla fine si concretizza in litigate senza senso o in silenzi degni di osservatore esterno? Non ci sta neanche la balla del mondo virtuale vs mondo reale, alla fine l’unica cosa che differenzia le due cose è che quello reale è più conosciuto e quindi riesci a destreggiarti con più facilità attraverso i meccanismi della finzione e affini per evitare lo scontro. Poi se il tuo scopo è il litigare per il litigare allora va bè, il contesto o il luogo non c’entrano.
Aggiungiamo che i discorsi io non li capisco, mi scoccia vedere come per capire il punto di vista di uno questo deve farmi il discorso a parte perchè non ci arrivo. Ma lì la colpa è mia, poche storie e poca autocommiserazione.
Ciò che mi fa davvero male è solo capire che continuo a stupirmi di come buttare giù le mie convinzioni (che so benissimo essere fragili) sia estremamente facile e che mi bruci più di anni fa.
Non aspiro a un mondo in cui siamo tutti amicici con cuoricini di amore ovunque e stelline fatte di zucchero che lollano in cielo, ma un minimo di convivenza pacifica è così difficile da ottenere? Che senso ha litigare per delle cose superflue, starci male e accumulare risentimento verso qualcuno? Soprattutto quando siamo a chilometri di distanza e non ci si può chiarire faccia a faccia o chiedersi scusa l’uno davanti all’altro.
Da tutto questo discorso deduco che continuo a rifugiarmi nel mondo zuccheroso dei cei (=bambini) e che la maturità ha perso il treno per la mia destinazione o che ci arriva da pendolare qualche volta, per sbaglio presumo. Nulla di nuovo quindi, anzi, direi che dovrei provare a fare qualcosa di innovativo ma tangibile per compensare. Tipo andare a letto, che domani ho quattro pallose ore e solo 40 pocket coffee per stare sveglia. Fight è_é!