Mi sono sentita più distante in quel momento che in molti altri. Pensandoci ora, non posso non ammettere che ho sentito anche io parte di quel male che hai sopportato tu, ma poi mi sono ritrovata davanti con troppi handicap miei per rispondere. Non trovo mai le parole, dico quelle di circostanza, dall’altra parte mi sono morsa la lingua per ascoltare, anche se il discorso si ripeteva. Non so se avere più paura di quello che tu provi per me ora o di quello io che provo per te adesso. Non sono cresciuta in questi anni, ho sempre continuato il mio dualismo realtà - immaginazione, il mio mondo fantastico non si sposta di un millimetro e io ci ricado sempre e volentieri ogni volta. Una non vita o una vita immaginata, non so. Spero nella seconda opzione. Mi sento troppo distante, i momenti in cui mi aggancio alla realtà con i sentimenti sono in continua diminuzione. Da fuori forse non si nota, e quando cerco di comportarmi seriamente alla fine sento che non sono naturale e torno a essere “come una cartone animato”, qualcosa di irreale. Lo faccio perchè così sono “simpatica”, così hanno una buona impressione di me, così non vengo dimenticata o messa da parte. Credo.
Se in alcuni casi prima era una conoscenza e poi è sta diventando qualcosa di più che salutarsi da distante, con te temo che stia accadendo l’opposto. E anche se non l’ho detto io con parole mie, quelle sono arrivate comunque per bocca di chi aveva il coraggio di dirle, o quantomeno, la sensibilità di farle uscire. Ti sento distante, e cosa peggiore, è colpa di entrambi. Tu che ti allontani, io che non ti rincorro. Ma che devo fare? Non lo so. temo di disturbarti, di non essere più gradita come un tempo e quindi sto zitta. La mia mente si rifugia nell’idea che tutto non sia mai cambiato, che siamo sempre uguali, che tutto vada bene. E forse non mi interessa nemmeno più, non mi interessa più nulla di questa dimensione se non qualcosa di superficiale, qualcosa che il tempo cancellerà via perchè non abbiamo da parlare delle solite cazzatine di manga e anime o che so io. Però non è vero, cazzeggiamo comunque. Però non ti sento qui. “Mi sembra di parlare con un’altra persona”. Esatto. Ma è una situazione che normalmente dovrebbe ispirare rabbia, o un qualche sentimento. E invece nulla. Io so che tra poco me ne dimenticherò e che il minuscolo peso che sento adesso andrà via. Lo so e ne ho seriamente paura. Vivere nei sogni, quale migliore frase per descrivere me stessa? Sono proprio così, e sono più proiettata in una realtà virtuale in cui sono io il deus ex machina che mi sono dimenticata del resto e del mondo. I miei sentimenti sono stereotipati, probabilmente falsi, e quei pochi che ho di veri stanno marcendo. Vorrei fare tabula rasa di tutto e ricominciare da capo, anche se temo che il risultato non cambierebbe.
Però, davvero. Da una parte la colpa è mia. Dall’altra, mi chiedo se tu ormai non pensi a noi se non guardando distrattamente una delle foto che trovi in un album con una bella pellicola di polvere sopra o quando ripensi alla tua infanzia. So che hai un modo diverso di vivere il dolore, e anche io come te prima di dirvi quello che era successo ho aspettato mesi, ma si trattava di assimilareo, nel mio caso quantomeno, di non assimilare quello che ho provato e poi comunicarvelo. Ma in ogni caso, io mi chiedo…perchè non ti sei ricordata di me? Che esisto, che con tutta la difficoltà che io trovo nell’essere un qualche conforto mi sforzo di essere come una persona buona dovrebbe e di ascoltarti quantomeno? Forse fingo, sono attaccata a idealismi di persone per bene, non sarò sincera fino in fondo, ma non mi conosco neanche io, non mi conosco ma voglio almeno essere più comunicativa di un muro! Quindi, perchè diamine? E non solo per questo fatto, per tutto. Per le sere che non ci incontriamo mai, per le telefonate che non ci facciamo più. Forse perchè non ho un ragazzo, un lavoro, non posso capire la tua stanchezza o la voglia che hai di stare di più con lui che con noi. Ma sai cosa mi fa stare più male di tutto? Che anche io mi sto dimenticando di te. Perchè sono un egoista, non voglio stare male? Che ne so, che ne so
Perchè vivo in questo mondo creato da me e mi immagino situazioni speciali che non mi accadono mai pur di rendere la mia vita interessante? Che la vita non è piatta cazzo, sono io che la definisco tale ma non è vero, io non so viverla a dovere e ora ne sto pagando le conseguenze. Io fuggo nel mio mondo, tu nel tuo. E ho paura che quando ne parleremo tutte e tre qualcosa posso rompersi davvero, o peggio, di cadere nell’ipocrisia che le cose si sistemeranno. Per quanto? Due settimane? Tre? Un mese? E poi il problema tornerà e ce ne fregheremo tutte? Tutte e tre getteremo la spugna? Bella fine, farò il cartello di The End coi fiorellini. Almeno quando fai Game Over hai il gettone per ricominciare dal salvataggio precedente o lasciare stare il gioco che tanto non ti interessa più, qui invece no.
Ecco cosa farei se potessi tornare indietro, non comprerei mai un Pc. Forse avrei ancora qualche sentimento forte nel mio bagaglio spirituale. Non che ora non ne abbia, ma li sto perdendo temo. E anche tutta sta drammaticità , la sto facendo per cercare di autoscuotermi ma mi sto prendendo in giro da sola. Presto la mia mente cancellerà tutto, anzi no, l’ha già fatto. Tempo…ventiquattro ore, tornerò a essere la “normale” Elisa al 100% ora sono in fase di ricaricamento. Ma tanto qualche bel manga e starò subito meglio. Sì, continuiamo così, che sto andando forte.

















