Il tempo toglie via tutto e non ti fa godere nulla, ti cambia le carte in tavola e non ti guarda in faccia mentre le scombina o distrugge. Non resta che mandare giù il boccone amaro e farsene una ragione, gli altri cambiano e te non puoi restare fermo. Se certe passioni passano, te non puoi farci nulla. Passano anche a te, ma con una parte della tua testa ti fissi che invece te ci credi ancora.
Semmai tornerò a farlo, lo farò da sola, rendendo conto solo a me. Era meglio provarci assieme a tutti ma, appunto, ognuno ha trovato altro a cui dedicarsi. Se poi qualcosa verrà portato avanti, io non mi tiro indietro a proseguire, ma è chiaro che non è più come una volta. Ci farò l’abitudine e spero che semmai tornerò a parlare di questo mondo lo farò bene come facevamo anni fa.
Notte e sogni d’oro.

Scrivere mi è sempre piaciuto molto, così pensavo. Penso tuttora che possa essere qualcosa che mi dia appagazione, o almeno divertimento. Ma sono molto rattristata che sia diventato difficile, o quantomeno lungo…o che io sia diventata di nuovo troppo pigra. Ai tempi della scuola era quasi una esigenza fisica, per riuscire a soppravvivere al grigiume in cui dovevo stare per 5 o 6 ore al giorno più compiti a casa; poi sono passata all’accademia, dove la mente era più libera di farsi viaggi e quindi meno vincolata al txt, e infine sono giunta agli ultimi febbrili (proprio, cough) mesi di vuoto che mi porteranno a Febbraio i due esami finali e alla tesi.
Proprio questo vuoto mi sta uccidendo il motore interno, la creatività. Mi consolo con la piccola felicità di aver letto un libro in un giorno, cosa che non capitava da molti anni, di averne quasi finito un altro e di essere tornata con la mente ai tempi delle medie, quando ancora amavo e non potevo stare senza buttare su carta qualcosa, qualunque cosa “basta che sia meglio della quotidianità“. Però mi sembra di essere Matilde di Roald Dahl, che alla fine del libro, quando viene messa in una classe avanzata dove può sfogare la sua intelligenza ai livelli alti che le sono propri, smette di avere poteri. La forza della sua mente, incanalata in un ambiente a lei più idoneo, non ha più bisogno di uscire con forza da lei e manifestarsi attraverso la categoria magica o della telecinesi. Era un finale che ai tempi mi lasciò con dell’amaro in bocca, e di anni ne avevo pochi. Me lo ricordo ancora bene e mi ci rivedo ora.
L’eremitaggio ormai mi sta facendo crescere più ansia per i contatti con gli altri che per la mancanza di verve scrittoria (esisterà sto termine?), ci devo dare un taglio presto.
Sono stanca (quasi) morta, devo trovare la forza di finire sto benedetto post di Verdania, cercare qualcosa da portare martedì come tema di tesi e infine prepararmi per dare i due esami di sta sessione, sperando che la tipografia non mi trovi altri scleri di stampa dovuti ai Tiff in InDesign e che sto libro di storia del teatro mi entri in testa.
Ah, oggi se il cielo è dalla mia è stata l’ultimissima lezione universitaria della mia vita. Regia, il Macbeth di Ionesco, il vuoto dell’esistenza e l’incapacità dell’essere umano che non supera la morte di “Dio” e si riduce a un uomo piccolo senza spessore. …Uuuuuh. Oh bè, sarà una lezione che ricorderò, se non altro.
Anche perchè dopo aver riletto ieri notte questi consigliatissimi fumettini, oggi per evitarmi l’abbiocco ho dato vita a simili scleri:
Questo post di spiegazioni su Verdania mi sta portando al perculo ancor prima di metterlo online, un nuovo record.
Appunto.
No, niente emo su di me stavolta, o postate che posso capire solo io. Il mood è dato dalla stanchezza per la bella giornata ad Aqualandia coi baldi compari *, tutto qui. In compenso surfando poco fa nel web, improvvisamente mi è tornata in testa questa canzone, che adoro. Di per sè, al 90% l’ho trovata (ovviamente) adatta per Luthen, in particolare per un passaggio della storia. L’unica frase che non ci sta molto bene è “a beauty calm”, lei è tutto tranne che tranquilla. Per il resto, sembra scritta apposta per quelle scene, tanto che mi ritrovo a inserirla nella lista delle musiche sulle quali, se esistesse un cartone animato su SS, mi immagino i “fans” montare un AMV con questa canzone. Niente per cui guardarmi male, Sarti può confermare che l’epiteto di “malato/a” l’abbiamo preso in tanti oggi. Soccia =P
exanimate
anxious
busy


