L’importante è capire che nella vita bisogna fare soldi, metterseli da parte e avere un lavoro vero. I sogni troppo difficili da realizzare ti abbassano la morale, ti schiaffano in faccia i tuoi limiti e ti lasciano indietro.
Il tempo per sognare è definitivamente finito, si passa alla fase successiva.
Uno ti diceva che eri stupido o ti insultava, tu andavi dalla maestra e speravi che lei lo punisse ma il massimo che guadagnavi era una frase: “Chi dice agli altri di essere stupidi, è il più stupido di tutti.”
Al tempo ti sembrava una fregatura perchè volevi che l’altro si prendesse gli scapellotti, oggi finalmente questa frase funziona.
Se mi incontrassi non mi piacerei, in questo periodo più che mai. Nei film, quando questa insopportabile voglia di cambiamento affligge qualcuno, il personaggio se ne va per sei mesi chissà dove a farsi un esame di coscienza, o anche solo una settimana se non aspira al Tibet. Puntualmente gli capita l’illuminazione o trova l’amore della sua vita, torna migliore e tutti sono felici, tranne i suoi rivali che la prendono in quel posto. Awesome.
Peccato che capiti sempre a gente newyorkese che ha un lavoro, dei soldi, e degli amici che mangiando cibo etnico gli impiantano l’idea in testa. Il massimo a cui posso aspirare è farmi una gita a Sarmede, ma tanto la mostra col mercatino non c’è sto mese :(
E giusto perché si mettono d’accordo, è arrivato il classico opuscolo invernale di uno degli hotel a cui i miei chiedono informazioni. Starò lì a guardarmi le foto e a pensare di essere in montagna per tutto il mese. Nel frattempo il Nec ha un problema, quindi uso il Vaio di mia sorella, e spero che non sia nulla di grave.
Bei colori se non altro. E che wallpaper c’è? Ma di montagna ovviamente. Con un laghetto. ;_;
(No, non è quello della foto, ma è bellissimo lo stesso.)
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
io sì, che avrò cura di te

Qualcuna è tanto fortunata da trovarti, ma molte no.
Ne ho le palle piene di chi di sinistra si lamenta di come vanno le cose e dice che costruire moschee e far entrare le peggiori persone dal resto dei mondi devastati da guerre e lasciare che facciano come cazzo pare loro giusto sia una buona idea.
Ne ho altrettanto abbastanza di gente che dice che Berlusconi è la salvezza, la cosa migliore capitata all’Italia negli ultimi venti anni.
Francamente fate tutti, allo stesso modo, cagare. Anzi no, manco quello, fate schifo, perchè cagare è un’ottima cosa.
Avete rotto i coglioni e ora state a calpestare i cocci. Qualcuno faccia tabula rasa e ricominciamo da capo, giovani cretini inclusi, perchè non tutti gli immigrati sono geni, allo stesso modo che tutti gli italiani non sono geni. Facciamo tutti pena, facciamo tutti schifo, come possiamo tutti fare del bene e “essere ciò che manca a questo paese”.
Mi sono rotta i coglioni delle vostre generalizzazioni.
Mi mancavano questi scleri.
È che mi capita di passare in centro alle 15:15, quando i negozi devono aprire, la gente se ne sta tornando a lavoro, ma aleggia un chissà che, una sospensione. La luce sembra far risaltare tutto con più intensità e nello stesso tempo, ad Agosto, ti sottolinea che sta dando il massimo per poi scolorire.
Camminando sempre per le stesse strade guardando al massimo davanti a me, mi viene facile stupirmi di come mi basta alzare la testa e capisco che dall’alto mi perderei immediatamente. Da quando in qua c’erano quei quattro ripetitori stipati su un tetto? E vicino c’è pure una terrazza dell’ultimo piano.
I muri sono giallissimi o bianchissimi, perfino il rosa sembra più brillante nonostante sia chiaramente nato come pastello. Il cielo è, boom, qualcuno ha preso il gradiente e ha riversato la tinta più scura e accesa ovunque, lasciando giusto in fondo un po’ di celestino, così si capisce che non è piatto. Fa un contrasto che non mi viene mai sulle colorazioni, di quello che uno associa alle ore più calde, più silenziose, dove anche una macchina, se presa da sola, scivola sull’asflato senza trapanarti le orecchie.
Ad Agosto ci sono già le foglie bruciate. Ad Agosto ci sono le ferie, si va al mare, chiude tutto, ma l’estate sta finendo. Finisce ma a queste ore sembra sia al culmine ogni colore. In Spagna turisti a parte non trovi molta gente in giro, oggi alle 15:15 pareva che il nastro si fosse inceppato come lì. Uguale a quando sei sulle montagne russe, sei sulla punta e poi scendi giù, tutto sospeso.
Presto sarà Settembre, autunno, ottobre e novembre farà freddo, pioggia, la sera torna prima, a dicembre no, il Natale no per piacere…Gennaio Febbraio ci andrò in montagna un poco? È che c’è gente in pista, fino ad Aprile magari, ma prima c’è Marzo, e che casino, stavolta ci uccideranno le pioggie, l’umido o il caldo? Maggio e Giugno chi ci riesce a stare in casa, con mia sorella che sarà sempre più nervosa per la maturità? E a Giugno ricomincia l’afa, l’agonia dell’attesa per Luglio, lo passerei tutto in piscina a prendere sole e poi di nuovo Agosto, a pensare a come è volato tutto in fretta e non ho preso ancora un ghiacciolo ma ben tre granite. Al cinema che daranno?

Non ho neanche calcolato le paranoie per un lavoro e per la scuola serale, le code in tangenziale, la famiglia, il precariato, i tg, le tragedie, gli scandali, le proteste, i cortei, gli incidenti, le pioggie forti che ti bloccano in autostrada, l’ansia per le relazioni sociali, le fiere, le organizzazioni…
Ad Agosto mi viene sempre l’ansia dell’anno nuovo che quello di adesso deve ancora finire. Non può restare più a lungo Luglio?
Alle volte mi chiedo se sono divisa in due parti, una scema e una intelligente. Altre volte mi domando se comportarsi bene e in modo maturo crei una specie di mostro che è formato da tutte le occasioni perse per coprirsi di imbeccilità, che alla prima occasione buona si manifesta e vanifica anni e anni di lavoro sui neuroni.
Resta che creare una spaccatura col genitore che il giorno dopo dovrebbe comprarti un paio di scarpe e pantaloni estivi non è mossa da farsi, e in più ti guasta l’umore con altri.
Fancul.
Di teorie per far apparire con senso quella storia che chiamano FFVIII ne hanno pensate tante i fans, o chi per loro. Nessuna ha trovato il favore dei creatori, probabilmente perchè per loro il prodotto ha senso così. Contenti voi…
La pensata che dal secondo CD in poi, quando insomma la storia va in vacca, fino al finale sia tutto un sogno del protagonista e un suo modo di trovare la pace per passare dall’altra parte mi ha colpito e l’ho gradita molto.
Oggi, in cerca di qualche video con “The last day on Earth” della Kate Millier Heidke come sottofondo incappo in un AMV di FFIX con musica una da Lunar, “Boat Song”. Neanche sto andando a vedere il significato del testo, nè voglio indagare troppo in quella che probabilmente era soltanto una penuria di filmati a disposizione…ma la ripetizione finale di una sequenza del gioco, quella della fuga di Garnet e del suo cantare dalla torre di Lindblum mi sembrava quasi su quella linea.
Va di moda farsi delle storie crossover o leggerle in modo diverso da quelle che la SQUARE propone per costruirci sopra una storia strappalacrime o noob o, in rari casi, più bella dell’originale. Personalmente, ripetere quelle sequenze oggi mi gira di dire che sia per dare un messaggio, un’altra visione delle cose.
Garnet non ha mai lasciato il suo palazzo quella notte, non ha avuto il coraggio di perdere quanto aveva già e rischiare la pelle per dare un “aiuto” a sua madre. S’è persa a sentire una recita che non era messa in scena dai Tantarus, ma da un gruppo ben affermato di teatranti, di mestiere. La sua mente s’è persa nelle musiche e nell’atmosfera che queste suscitavano mentre i personaggi cadevano in balia degli eventi, o si ribellevano ad essi venendone sopraffatti. E sognando, ha immaginato di travestirsi, fuggire via e incontrare un giovane ragazzo che l’avrebbe portata via da lì senza farglielo pesare, perchè lei aveva una missione personale da portare a termine. Coincidenza, entrambi avevano come obiettivo Lindblum, cosa non fa il destino. Avventure, perdite, grandi passioni, storie che a raccontarle non si crederebbe siano realmente accadute a te avrebbero preso il via e avrebbe attraversato e conosciuto il mondo. Tessuto amicizie che gli eventi avrebbero rafforzato anzichè disperderle, fino a renderle così forti da vincere la morte, se questa si fosse contrapposta a loro e alla salvezza del mondo intero. Si sarebbe finalmente realizzata aldilà delle mura di un castello costruito attorno a lei, e avrebbe trovato il vero amore, quello che non dimentichi mai. La morte l’avrebbe graziato e dopo anni di mancanza in cui i capelli le sarebbero tornati lunghi lui sarebbe tornato, come non fosse mai cambiato nulla, apparentemente. Perchè lei sarebbe cresciuta, diventando una regina talmente forte da potersi permettere la fiducia dei suoi sudditi se avesse anche preso in mano la corona e l’avesse gettata via, ammetendo così che prima di essere la loro sovrana era una persona. L’avrebbero applaudita, dando la perfetta cornice per il suo agognato lieto fine. Lei, la persona a lei più cara e tutti i suoi amici riuniti in un’unica piazza a festeggiare la fine di un lungo viaggio per cominciarne un altro, a cui lei ancora non riusciva a pensare perchè già quanto fatto finora le sembrava troppo.
Poi la recita è finita, e come al solito era ora di coricarsi.
Niente fuga, niente amori, niente splendide avventure per lei, solo la solita monotonia che la lascia almeno nei sogni, dove può tornare a pensare a un modo diverso di vivere.
Poi un giorno lei sale sulla torre a fare quello che le viene meglio, anche se a nessuno importa che una principessa sappia cantare, neanche a quelle colombe che affollano il pavimento. Il solito rumore, la solita guardia che ti è venuta a cercare per riportarti alle tua mansioni di futura regina. No, a parte i passi niente rumore di ferraglia. Niente armatura, il ragazzo che le appare di fronte non fa parte del corpo di guardia e già lei rimane colpita da quanto sia carino. Intanto che pensieri preoccupati, angosciati e domande da fargli su come lui sia arrivato fin là le affollano la testa lui le chiede se è la principessa di Alexandria. Prima ancora che possa rispondere come le hanno insegnato lui sorride e aggiunge che di sicuro è lei, non c’è altra donna nel regno che vanti la sua bellezza. Si inginocchia quindi e le chiede un permesso che lei è sicura di aver già fantasticato altrove.
Garnet sorride come lui non si aspetterebbe e non capisce la risposta che lei gli dà, “Finalmente.”
Lei è stata fortunata, il suo sogno ha trovato modo di avverarsi. Lei è fortunata, e spero possa vivere quell’avventura per tutte le ragazze e i ragazzi che resteranno ai margini, costretti nella loro vita ordinaria in cui il tempo detta legge e quel che resta da fare è accontentarsi di un aldilà in cui non ci sia da soffrire per le piccole e grandi cose di vite che nessuno avrà voglia di raccontare o ricordare. Se lei vivrà anche un solo istante di quella storia, varrà più di tanti giorni di vita infelice che altra gente deve farsi passare per sperare in un domani che tanto non arriverà, non in questa storia.
Sarà anche vero che “Behind every beautiful thing there is some kind of pain.“, ma io andrei fino in capo al mondo per salvare la principessa e per potermi guardare indietro e dire, questa vita è stata spesa degnamente. Un’altra canzone diceva “we were put here in this earth, put here to feel joy”, e crediamoci.
Ma quanto bisogna aspettare per essere felici? E se felice lo sei, non preoccuparti, stai certo che il tempo ti sconquassa tutto e devi ricominciare da capo. Se poi te cerchi di adeguarti e non ci riesci…alla frase “la fai troppo tragica” non trovo risposta migliore che il silenzio, ma la testa ne formula di così auliche da far vomitare una fan di Twilight. Suona meglio dirlo in un fumetto, “Speravo durasse di più, domani passerà” . Andrà tutto bene.
Il tempo toglie via tutto e non ti fa godere nulla, ti cambia le carte in tavola e non ti guarda in faccia mentre le scombina o distrugge. Non resta che mandare giù il boccone amaro e farsene una ragione, gli altri cambiano e te non puoi restare fermo. Se certe passioni passano, te non puoi farci nulla. Passano anche a te, ma con una parte della tua testa ti fissi che invece te ci credi ancora.
Semmai tornerò a farlo, lo farò da sola, rendendo conto solo a me. Era meglio provarci assieme a tutti ma, appunto, ognuno ha trovato altro a cui dedicarsi. Se poi qualcosa verrà portato avanti, io non mi tiro indietro a proseguire, ma è chiaro che non è più come una volta. Ci farò l’abitudine e spero che semmai tornerò a parlare di questo mondo lo farò bene come facevamo anni fa.
Notte e sogni d’oro.

Passano i giorni, passano le stagioni, il freddo rimane ma dettagli. Se nel cielo ci sono nuvole bianche, pochi ritagli di azzurro e parecchie nuvole nere di passaggio che scatenano il diluvio, l’unica cosa che resta da fare è prenderne atto e adattarsi, il tempo (grazie a Dio) ancora non ci è concesso cambiarlo. E quindi tenti di arrangiarti come puoi.
Ho ripreso a comprare manga, forse complice la tanta scaga di pigliare roba americana di cui poi pentirmi perchè tutt’oggi non so stare al passo con gli autori e la pessima distribuzione/puntualità nella pubblicazione di Fables (War&Pieces, a Mestre sembra non arrivare mai). Aggiungo pure che un bel volumone di Eisner lo prenderei, ma poi mi deprimo per le storie, quindi posticipo l’acquisto a tempi migliori.
Assieme a una buona coppia di shonen come Shin Angyo Onshi e Vinland Saga sto tentando il più “allegro” Deadman Wonderland, dagli stessi autori di Eureka 7 (che NON ho visto) di cui sono ferma al secondo numero. In realtà siamo già entrati in una fase alla “torneo shonen in cui l’ultimo arrivato, ossia il ragazzino sfigato e buono, scopre di avere immensi poteri e di riuscire a sopravvivere alle lotte senza farsi che qualche graffio”. Lo mantengo giusto per la presenza di comprimari interessanti e perchè la donnina co-protagonista mi ricorda Seline.
RG Veda ha i suoi grossi, grossissimi problemi di opera prima importante delle CLAMP, e ribadisco che X/1999 merita la conclusione in quanto unico prodotto (eccezion fatta per CCS, che però è su un ambito infantile) in cui la relazione etero non sia una rarità. Nessun odio verso la narrazione di un rapporto lesbico o omosessuale che sia, semplicemente non mi attira, non mi affascina. E’ lì, ma non mi fa venir voglia di sapere come procede. Almeno non in un’opera clampiana.
Quello che può essere reputato un fail è l’aver cominciato la Nana Collection, leggendo che l’autrice si era rimessa e che sembrava pronta a ricominciare il lavoro lasciato fermo dopo il ricovero. Niente di più falso, la Yazawa è ancora presa dai suoi problemi di salute e non ha intenzione di mettersi a lavorare ora, indi per cui l’aver comprato i primi quattro numeri ed essersi interessata a questa storia (che di musica non ha niente, è sullo sfondo e va bene così) mi porterà a dannarmi per sapere come finisce. Semmai finirà. Ad aumentare le mie pare, la lettura di alcuni commenti che prendevano distanze molto forti dai commenti e valutazioni positive del fandom, che decretava il manga come una forte delusione e la creazione di un capolavoro che nulla aveva per ritenersi tale. In effetti, più procedevo nella lettura, più mi sembrava di avere fra le mani una soap opera dal ritmo lento e stagnante sulla formula del “tira-e-molla”, cosa che in uno shoujo non indirizzato a delle ragazzine in piena tempesta ormonale è abbastanza deludente. Della Yazawa mi spiace non aver letto e apprezzato le sue opere precedenti come Paradise Kiss, a detta di tutti meritevole e ben fatto, ma posso dire che mi di quest’autrice mi aveva molto colpito la delicatezza e l’evocazione di contesti sospesi come era accaduto in “Ultimi raggi di Luna”. Il tratto è la sua grande forza secondo me, sembra di sfogliare un libretto di bozzetti fatti a biro quando leggo i suoi lavori. Ma purtroppo Nana, forse per i suoi stessi problemi di salute, non mi sembra più di un manga leggero e shoujo da leggere per riempire il tempo. Colpa della lunga serializzazione? Forse, ma quale casa editrice eviterebbe di sfruttare un autore ben affermato e con la sua parte di fans? Finchè vendi, non farti problemi, sei pur sempre un’azienda. Però se vendi “arte” deve essere fatta con un certo filo logico che non si fossilizzi sul “devo portar soldi a casa”. Fa una storia che arrivi al discreto, te che la sai fare, e il resto porti in banca. Ma vabbè, il discorso sul manga e sulle sue dinamiche è troppo complesso per l’ora e per l’argomento di cui sto trattando, vale a dire cosa sto leggendo al momento. Resta che, come al solito, mi sono spoilerata un colpo di scena che…che…cioè, è un clichè, è triste, ed era uno dei miei personaggi preferiti. Ma porca l’oca. Apprezzamento abbassato, vediamo come me ne esci dal pdv della storia poi.
Tragedie da “Vivere”.
Sul comodino dovrei finire il primo volume di “Ash - una storia segreta”, che mi ricorda ogni riga come la visione giapponese e le favole per bambini siano sbagliate, cominciare “Il gioco dell’angelo” (cosa che farò in estate, di sto passo) e soprattutto finire il primo volume della “Ruota del Tempo”. Ho pure un manuale di King e “Io Robot” da cominciare, ma se la voglia non c’è, non star a riempirti di impegni. Già la voglia di partecipare a due concorsi di disegno è scemata quando i tentativi di fare qualche cosa di compiuto si son rivelati na merdina, figuriamoci leggere. Ah, brutto essere nel limbo.
Oh ben, si tira avanti. Alla prossima.
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