Di teorie per far apparire con senso quella storia che chiamano FFVIII ne hanno pensate tante i fans, o chi per loro. Nessuna ha trovato il favore dei creatori, probabilmente perchè per loro il prodotto ha senso così. Contenti voi…
La pensata che dal secondo CD in poi, quando insomma la storia va in vacca, fino al finale sia tutto un sogno del protagonista e un suo modo di trovare la pace per passare dall’altra parte mi ha colpito e l’ho gradita molto.
Oggi, in cerca di qualche video con “The last day on Earth” della Kate Millier Heidke come sottofondo incappo in un AMV di FFIX con musica una da Lunar, “Boat Song”. Neanche sto andando a vedere il significato del testo, nè voglio indagare troppo in quella che probabilmente era soltanto una penuria di filmati a disposizione…ma la ripetizione finale di una sequenza del gioco, quella della fuga di Garnet e del suo cantare dalla torre di Lindblum mi sembrava quasi su quella linea.
Va di moda farsi delle storie crossover o leggerle in modo diverso da quelle che la SQUARE propone per costruirci sopra una storia strappalacrime o noob o, in rari casi, più bella dell’originale. Personalmente, ripetere quelle sequenze oggi mi gira di dire che sia per dare un messaggio, un’altra visione delle cose.
Garnet non ha mai lasciato il suo palazzo quella notte, non ha avuto il coraggio di perdere quanto aveva già e rischiare la pelle per dare un “aiuto” a sua madre. S’è persa a sentire una recita che non era messa in scena dai Tantarus, ma da un gruppo ben affermato di teatranti, di mestiere. La sua mente s’è persa nelle musiche e nell’atmosfera che queste suscitavano mentre i personaggi cadevano in balia degli eventi, o si ribellevano ad essi venendone sopraffatti. E sognando, ha immaginato di travestirsi, fuggire via e incontrare un giovane ragazzo che l’avrebbe portata via da lì senza farglielo pesare, perchè lei aveva una missione personale da portare a termine. Coincidenza, entrambi avevano come obiettivo Lindblum, cosa non fa il destino. Avventure, perdite, grandi passioni, storie che a raccontarle non si crederebbe siano realmente accadute a te avrebbero preso il via e avrebbe attraversato e conosciuto il mondo. Tessuto amicizie che gli eventi avrebbero rafforzato anzichè disperderle, fino a renderle così forti da vincere la morte, se questa si fosse contrapposta a loro e alla salvezza del mondo intero. Si sarebbe finalmente realizzata aldilà delle mura di un castello costruito attorno a lei, e avrebbe trovato il vero amore, quello che non dimentichi mai. La morte l’avrebbe graziato e dopo anni di mancanza in cui i capelli le sarebbero tornati lunghi lui sarebbe tornato, come non fosse mai cambiato nulla, apparentemente. Perchè lei sarebbe cresciuta, diventando una regina talmente forte da potersi permettere la fiducia dei suoi sudditi se avesse anche preso in mano la corona e l’avesse gettata via, ammetendo così che prima di essere la loro sovrana era una persona. L’avrebbero applaudita, dando la perfetta cornice per il suo agognato lieto fine. Lei, la persona a lei più cara e tutti i suoi amici riuniti in un’unica piazza a festeggiare la fine di un lungo viaggio per cominciarne un altro, a cui lei ancora non riusciva a pensare perchè già quanto fatto finora le sembrava troppo.
Poi la recita è finita, e come al solito era ora di coricarsi.
Niente fuga, niente amori, niente splendide avventure per lei, solo la solita monotonia che la lascia almeno nei sogni, dove può tornare a pensare a un modo diverso di vivere.
Poi un giorno lei sale sulla torre a fare quello che le viene meglio, anche se a nessuno importa che una principessa sappia cantare, neanche a quelle colombe che affollano il pavimento. Il solito rumore, la solita guardia che ti è venuta a cercare per riportarti alle tua mansioni di futura regina. No, a parte i passi niente rumore di ferraglia. Niente armatura, il ragazzo che le appare di fronte non fa parte del corpo di guardia e già lei rimane colpita da quanto sia carino. Intanto che pensieri preoccupati, angosciati e domande da fargli su come lui sia arrivato fin là le affollano la testa lui le chiede se è la principessa di Alexandria. Prima ancora che possa rispondere come le hanno insegnato lui sorride e aggiunge che di sicuro è lei, non c’è altra donna nel regno che vanti la sua bellezza. Si inginocchia quindi e le chiede un permesso che lei è sicura di aver già fantasticato altrove.
Garnet sorride come lui non si aspetterebbe e non capisce la risposta che lei gli dà, “Finalmente.”
Lei è stata fortunata, il suo sogno ha trovato modo di avverarsi. Lei è fortunata, e spero possa vivere quell’avventura per tutte le ragazze e i ragazzi che resteranno ai margini, costretti nella loro vita ordinaria in cui il tempo detta legge e quel che resta da fare è accontentarsi di un aldilà in cui non ci sia da soffrire per le piccole e grandi cose di vite che nessuno avrà voglia di raccontare o ricordare. Se lei vivrà anche un solo istante di quella storia, varrà più di tanti giorni di vita infelice che altra gente deve farsi passare per sperare in un domani che tanto non arriverà, non in questa storia.
Sarà anche vero che “Behind every beautiful thing there is some kind of pain.“, ma io andrei fino in capo al mondo per salvare la principessa e per potermi guardare indietro e dire, questa vita è stata spesa degnamente. Un’altra canzone diceva “we were put here in this earth, put here to feel joy”, e crediamoci.
Ma quanto bisogna aspettare per essere felici? E se felice lo sei, non preoccuparti, stai certo che il tempo ti sconquassa tutto e devi ricominciare da capo. Se poi te cerchi di adeguarti e non ci riesci…alla frase “la fai troppo tragica” non trovo risposta migliore che il silenzio, ma la testa ne formula di così auliche da far vomitare una fan di Twilight. Suona meglio dirlo in un fumetto, “Speravo durasse di più, domani passerà” . Andrà tutto bene.