Niente birra, solo “Divenire”
Posted in Pensieri di un neurone on November 13th, 2008 by IrelandSe vuoi mettere le ali
ad un sogno che finì,
fa dissolvere i tuoi mali
nel danzare il sirtaki.
Se vuoi correre nel vento,
galoppando finchè puoi,
tu potrai sicuramente
se con Zorba danzerai.
Danza, danza e non pensare
che la notte finirà. - La danza di Zorba ~ Dalida
Un foglio bianco e una sottile mina, i tramiti per qualcosa che pensi sia parte di te. Poi ti accorgi che la strada tracciata, il segno, i sentimenti che vuoi rendere reali per raccontare qualcosa non ti soddisfano come vorresti. Più che fissare la mano mi sono chiesta se il problema non trovi la sua origine in un altro posto. Se la matita, il foglio, la mano sono un “postino” che deve collegare il mio mondo con quello di fuori, e i risultati che vorresti non li vedi, significa che una delle due cose è messa male. Ma come ho già detto, non reputo sia colpa solo di una mano che non cammina sul foglio da mesi, quanto a un mondo che credevo fosse mio, che probabilmente mio non è.
Sentir dire a me stessa “hai sbagliato strada” sarebbe tanto gratuito quanto falso. Sento che avrei potuto fare ben poco nella mia vita se non provare almeno a seguire un sogno che credevo fosse alla mia portata. Quando leggevo nelle domande frequenti di un artista, quando hai cominciato a disegnare/dipingere/creare, la risposta era sempre, “da quando sono piccolo/a”. L’agitazione e l’ansia di aver perso anni preziosi della mia crescita senza applicarmi a quello che fino a qualche tempo fa sentivo di voler fare mi tormenta di tanto in tanto. Io da piccola sognavo molto, ma non è certo pensando a qualcosa che lo crei, tanto meno senza sforzo.
Passano gli anni, ti chiedi se non hai perso occasioni importanti, se avresti dovuto essere più intrapendente, o se era meglio iscriversi in un luogo che ti dava subito possibilità di entrare in un mondo che credevi fosse quello adatto a te. Ma forse non era quello per te, te ne sei solo convinta tu.
Fondamentalmente, crescere è brutto. Non ho sessant’anni, ma professionalmente mi sento già fuori tempo massimo. Oppure al giro di boa, e senti che i comandi non ti rispondono, che temi di girare troppo tardi, che quando l’avrai fatto, ormai la gara sarà già conclusa da un pezzo e i tuoi “opponenti” saranno a un passo dal traguardo. Qualcuno sarà anche sul podio, in barba a chi sperava di ricevere la medaglia d’oro. E mentre quella folla è agitata da turbamenti e rivalsa tu resti vicino a quella boa a fissare il punto lontano e non senti nemmeno la voglia di piangere. E’ difficile da spiegare…una delusione rassegnata, come se il risultato di quella gara ti fosse stato chiaro fin dal principio. E non sai se maledirti per aver comunque voluto partecipare o per aver perso. O la più semplice domanda “Ma io che ci faccio qui?”, il sentirsi fuoriposto. Un nuotatore in una squadra di calcio, per dire.
E’ brutto avere 22 anni, è brutto vedere che ciò che credevi fosse il tuo sogno era solo un capriccio momentaneo, e che non sai dove parare ora. “Cosa vuoi?” e la risposta è “Boh.”
Presumo che nella vita non tutti riescano a realizzarsi. Puoi vivere comunque senza realizzare quello che credevi fosse il tuo cammino. Però la domanda rimane, “quale era la strada per te?”
lethargic
pessimistic
tired
exhausted
annoyed
E giusto per fare gruppetto con gli altri post del suddetto argomento ecco la mia faccina incazzosa.
groggy
detached